La “remigrazione” nel Decreto Sicurezza
Riassunto
Un emendamento al decreto Sicurezza propone di pagare 625 euro agli avvocati che assistono i migranti nelle pratiche di rimpatrio volontario, ma solo a condizione che lo straniero lasci effettivamente il Paese. La misura ha sollevato dure polemiche tra le opposizioni e le associazioni forensi, che denunciano una strumentalizzazione del ruolo del difensore e una possibile violazione della deontologia professionale. Anche il Consiglio nazionale forense ha preso le distanze, dichiarando di non essere stato consultato e che tali compiti non rientrano nelle proprie competenze istituzionali. La riforma prevede inoltre l'abolizione del patrocinio a spese dello Stato per i ricorsi contro le espulsioni, incentivando economicamente solo il ritorno in patria. Questo provvedimento solleva interrogativi critici sull'indipendenza dell'avvocatura e sull'effettiva garanzia del diritto di difesa nel sistema italiano.