Chieti. Legalità e responsabilità: la Garante dei detenuti dialoga con gli studenti
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Riassunto
Il Liceo 'Isabella Gonzaga' di Chieti ha ospitato l'incontro 'Al di là del muro', un dialogo sulla legalità e la funzione rieducativa della pena che ha coinvolto la Garante dei detenuti e rappresentanti della Polizia Penitenziaria. Gli studenti hanno approfondito i temi della responsabilità individuale e del rispetto delle regole, ascoltando anche la testimonianza di Fabiana Raciti, figlia del poliziotto ucciso negli scontri di Catania nel 2007. L'iniziativa punta a prevenire la devianza minorile superando pregiudizi e promuovendo una cittadinanza consapevole. Questo appuntamento ribadisce l'importanza fondamentale della scuola come presidio educativo per costruire ponti tra i giovani e le istituzioni.
Il Comune di Ferrara e la casa circondariale locale hanno siglato una convenzione per sostenere la genitorialità dei padri detenuti attraverso tre percorsi: consulenze individuali, incontri mensili con le famiglie e gruppi di confronto tra pari. L'iniziativa, promossa dall'assessore Cristina Coletti e dalla direttrice Maria Martone, mira a rafforzare i legami affettivi e favorire un reinserimento sociale consapevole in un ambiente armonioso. Questo progetto rappresenta un'eccellenza innovativa nel panorama penitenziario italiano, ponendo l'accento sulla tutela della dignità della popolazione carceraria. Tale approccio evidenzia l'importanza cruciale del supporto familiare come pilastro fondamentale per il successo dei percorsi rieducativi.
La Garante Monia Scalera ha visitato la Casa circondariale di Teramo per consegnare giocattoli ai figli dei detenuti, un'iniziativa volta a tutelare i legami affettivi e i diritti dell'infanzia. Grazie alla generosa donazione di "Dudù Giochi" e alla collaborazione con Unicef Teramo, i doni saranno distribuiti anche nelle strutture di Chieti, supportando i bambini in situazioni di fragilità. L'evento, sostenuto dalle istituzioni locali, ha ribadito l'importanza di garantire attenzione e cura a ogni minore, indipendentemente dal contesto familiare. Questa iniziativa evidenzia la necessità di umanizzare il sistema carcerario per proteggere i diritti fondamentali dei figli dei detenuti.
Le parlamentari Chiara Colosimo (FdI) e Vincenza Rando (Pd) hanno presentato la proposta di legge bipartisan 'Liberi di scegliere', volta a offrire ai figli dei boss e alle donne di mafia una via d'uscita dai contesti criminali. Il progetto trasforma in norma strutturale un protocollo sperimentale avviato nel 2012 dal giudice Roberto Di Bella, che ha già permesso a numerosi minori di rifarsi una vita lontano dalle cosche. L'iniziativa ha ricevuto il sostegno di figure istituzionali e dell'associazione Libera, sottolineando l'importanza di un'azione unitaria dello Stato contro la malavita. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per spezzare l'eredità culturale mafiosa e garantire un futuro di legalità alle nuove generazioni.