Brescia. “Sovraffollamento e diritti negati”, l’allarme della Garante dei detenuti
Manuel Colosio
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Corriere della Sera
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Riassunto
La garante dei detenuti di Brescia, Arianna Carminati, ha presentato una relazione allarmante sulla casa circondariale di Canton Mombello, evidenziando un sovraffollamento critico del 212%. Il rapporto denuncia le difficoltà di accesso alle misure alternative dovute a carenze materiali, come lavoro e alloggio, e l'eccessivo ricorso alla carcerazione per rispondere a fragilità sociali. Carminati avverte che l'Italia rischia nuove condanne internazionali dalla Corte europea dei diritti dell'uomo se non verranno garantite condizioni dignitose ai detenuti. Questa situazione mette in luce la necessità urgente di riforme strutturali per evitare il collasso del sistema carcerario italiano.
Il carcere di Canton Mombello a Brescia affronta una crisi critica dovuta a un tasso di sovraffollamento del 212% e a una grave carenza di personale. Questa situazione ha portato a pesanti limitazioni per i detenuti, come la riduzione dei giorni per la consegna dei pacchi e il ripristino di una sola telefonata settimanale di dieci minuti. La mancanza di organico ostacola anche iniziative positive come lo 'spazio Giallo' per gli incontri familiari, penalizzando soprattutto i detenuti stranieri privi di reti di supporto ufficiali. L'autore sottolinea come la struttura sia ormai inadeguata e debba essere svuotata o chiusa definitivamente per garantire condizioni dignitose. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per risolvere l'emergenza cronica del sistema carcerario italiano.
L'articolo denuncia il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane che, a fine 2025, ha raggiunto il 138,5%, aggravando il degrado strutturale e la violazione dei diritti costituzionali dei detenuti. Nonostante il calo della criminalità, il sistema penitenziario affronta un'emergenza umanitaria segnata da un numero record di decessi e condizioni igieniche precarie sia per i carcerati che per il personale. L'autore sottolinea il fallimento delle politiche governative e propone l'adozione di misure alternative per il 38% della popolazione carceraria che deve scontare pene residue inferiori ai due anni e mezzo. Questa crisi evidenzia l'urgente necessità di una riforma che riporti la dignità e la funzione rieducativa al centro del sistema penale italiano.
La Casa circondariale di Rebibbia sta affrontando un'emergenza critica con un tasso di sovraffollamento del 156%, arrivando a ospitare 1.671 detenuti a fronte di soli 1.071 posti disponibili. I Garanti Stefano Anastasìa e Valentina Calderone denunciano condizioni precarie, con stanze comuni trasformate in celle spoglie a seguito del trasferimento di detenuti dal carcere di Regina Coeli. Nonostante i piani per un nuovo padiglione risalgano al 2010, i lavori restano bloccati in un contesto di crescita costante della popolazione carceraria nazionale. Questa situazione evidenzia l’urgenza di interventi strutturali immediati per garantire la dignità e i diritti fondamentali nel sistema penitenziario italiano.