Padova. Due Palazzi, il portavoce dei Garanti: “Hanno scelto la rottura ma senza risolvere nulla”
Luca Preziusi
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Il Gazzettino
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Riassunto
L'articolo riporta le critiche di Samuele Ciambriello e del partito Azione contro le recenti decisioni del Dap riguardanti il carcere Due Palazzi di Padova. Il trasferimento improvviso di 22 detenuti dell'Alta Sicurezza e il verificarsi di due suicidi in pochi giorni hanno sollevato gravi preoccupazioni sulla gestione della sicurezza e sullo smantellamento di storici percorsi riabilitativi. Secondo i garanti, queste operazioni repentine distruggono anni di integrazione sociale e lavorativa, trasformando il regime detentivo in una chiusura estrema priva di prospettive. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di bilanciare le esigenze di sicurezza con il rispetto della dignità umana e il sostegno ai percorsi di rieducazione.
Un detenuto ultrasettantenne si è suicidato nel carcere Due Palazzi di Padova dopo aver ricevuto un improvviso ordine di trasferimento dovuto al declassamento della sezione di Alta Sicurezza. Antonio Bincoletto, garante dei detenuti, critica duramente il Dap per aver trattato i reclusi come 'pacchi', ignorando la fragilità di persone recluse da decenni e interrompendo i loro percorsi di riabilitazione. Il garante denuncia inoltre che la riconversione della sezione porterà a un grave sovraffollamento, trasformando il carcere in una sorta di 'discarica sociale' priva di attività educative. Questa vicenda mette in luce la drammatica distanza tra la gestione amministrativa penitenziaria e il principio costituzionale della rieducazione della pena.
L'articolo analizza le forti tensioni tra il DAP e il carcere Due Palazzi di Padova in seguito alla chiusura del reparto di Alta Sicurezza, segnata tragicamente dai suicidi di due detenuti durante le operazioni di trasferimento. Le nuove e restrittive direttive ministeriali hanno limitato l'accesso dei detenuti ai laboratori lavorativi d'eccellenza della struttura, ignorando le linee guida interne che raccomandano cautela e preavviso per tutelare la stabilità psicologica dei reclusi. La gestione improvvisa del provvedimento ha sollevato aspre polemiche politiche e sociali, mettendo in luce le contraddizioni tra le circolari burocratiche e la realtà operativa penitenziaria. Questo caso evidenzia una preoccupante criticità nella gestione dei trasferimenti e nel coordinamento tra i vertici dell'amministrazione e le direzioni carcerarie.
L'articolo riporta l'allarme lanciato dal garante uscente Antonio Bincoletto e dalla consigliera Marta Nalin sulla critica situazione del carcere Due Palazzi di Padova, segnato da recenti suicidi e da un grave sovraffollamento. Viene denunciata la carenza di personale e l'interruzione dei percorsi rieducativi a causa di trasferimenti forzati, mettendo a rischio un modello di eccellenza basato sul lavoro e il reinserimento sociale. Bincoletto esorta le istituzioni a conoscere la realtà carceraria per superare gli stereotipi della 'vendetta di Stato' e promuovere una sicurezza sociale fondata sulla dignità umana. Ciò evidenzia una criticità sistemica che richiede un intervento urgente per preservare la funzione rieducativa della pena.