Bologna. I detenuti protestano passando la notte nei corridoi. Il Garante Cavalieri: “Serve l’indulto”
Adriano Arati
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Corriere di Bologna
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Riassunto
Una violenta rivolta è scoppiata nel carcere della Dozza a Bologna dopo che un detenuto si è visto negare un ricovero ospedaliero, provocando numerosi feriti tra gli agenti e gravi danni strutturali. A causa degli incendi appiccati, circa quaranta detenuti sono stati costretti a dormire nei corridoi, evidenziando l'impossibilità di trasferimenti per la mancanza cronica di posti in altri istituti. Mentre il garante regionale invoca l'indulto per ridurre la pressione carceraria, i sindacati di polizia denunciano l'ingestibilità della struttura e chiedono misure più severe. Questa vicenda evidenzia una criticità sistemica legata al sovraffollamento e alla gestione della sicurezza nelle carceri italiane.
Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha negato al Consiglio comunale di Modena l’autorizzazione a svolgere una seduta all’interno del carcere locale, scatenando la protesta dei partiti di maggioranza che hanno risposto con un sit-in davanti alla struttura. L'obiettivo dell'incontro era approfondire le criticità del penitenziario, caratterizzato da un sovraffollamento quasi doppio rispetto alla capienza prevista e da una cronica carenza di personale. Nonostante il diniego istituzionale, i consiglieri sono stati accolti dal direttore dell'istituto per ribadire la loro vicinanza ai detenuti e ai lavoratori. Questo episodio evidenzia la necessità di un dialogo più aperto tra le istituzioni locali e il sistema penitenziario per favorire percorsi di riabilitazione efficaci.
La criminologa Giovanna Laura De Fazio ha presentato una relazione allarmante sulla situazione del carcere Sant’Anna di Modena, evidenziando un grave sovraffollamento con 578 detenuti a fronte di soli 372 posti disponibili. Il rapporto evidenzia 38 tentativi di suicidio e 308 episodi di autolesionismo nell'ultimo anno, numeri aggravati dalla carenza di personale specializzato e da profonde fragilità psichiche. Nonostante le criticità, il documento sottolinea l'importanza fondamentale dei percorsi formativi e del lavoro per favorire il reinserimento sociale e contrastare la recidiva. Questa situazione critica evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per garantire la dignità e i diritti umani nel sistema penitenziario italiano.
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) ha negato l'autorizzazione per una seduta del Consiglio comunale di Modena all'interno del carcere di Sant’Anna, scatenando un acceso scontro politico tra destra e sinistra. Mentre i partiti di opposizione denunciano un tentativo di oscurare le gravi criticità della struttura, come il sovraffollamento e le carenze sanitarie, il centrodestra attribuisce il blocco a un errore organizzativo del Comune. I parlamentari del PD hanno presentato un’interrogazione al ministro Nordio, citando precedenti autorizzati a Roma e Milano per ribadire l'importanza di non isolare le carceri dalla comunità. Questo episodio evidenzia la crescente tensione politica e la difficoltà di dialogo istituzionale sulla trasparenza del sistema carcerario italiano.