Lucca. “Così il carcere di San Giorgio è diventato il più sovraffollato d’Italia”
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noitv.it
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Riassunto
Enrico Vincenzini, presidente toscano dell’Associazione Antigone, denuncia che il carcere San Giorgio di Lucca è il più sovraffollato d’Italia, avendo raggiunto un tasso del 243%. Nonostante il rinnovo delle aree comuni, le celle versano in condizioni igieniche precarie a causa della mancanza di manutenzione strutturale. Per risolvere l'emergenza, Antigone propone misure di clemenza come l’indulto, l’ampliamento dell’accesso alle misure alternative e la depenalizzazione di alcuni reati minori. È inoltre ritenuta urgente la costruzione di infrastrutture moderne che favoriscano la risocializzazione dei detenuti secondo i principi costituzionali. Questa situazione evidenzia la necessità di un intervento politico immediato per garantire i diritti fondamentali e la dignità umana all’interno del sistema penitenziario.
Dopo un iter di oltre dieci anni, il carcere 'Le Sughere' di Livorno vedrà entro pochi mesi l'apertura di un nuovo padiglione da 120 posti, ma restano forti dubbi sulla gestione del sovraffollamento. Il Garante dei detenuti, Marco Solimano, denuncia il rischio che la vecchia sezione 'transito' rimanga operativa nonostante le condizioni fatiscenti e degradanti in cui vivono i ristretti. Con un tasso di sovraffollamento del 134%, la mancata chiusura delle strutture obsolete comprometterebbe la dignità dei detenuti e l'efficacia dei percorsi trattamentali. Questa situazione evidenzia la cronica difficoltà del sistema penitenziario italiano nel bilanciare le carenze strutturali con il rispetto dei diritti fondamentali.
L'articolo denuncia le condizioni disumane del carcere di Sollicciano, segnato da emergenze strutturali croniche, sovraffollamento e temperature estreme che rendono la detenzione una criticità permanente. Nonostante l'istituzione di un tavolo comunale per il reinserimento e la salute dei detenuti, l'autore evidenzia come servano interventi immediati e straordinari piuttosto che semplici promesse di fondi futuri. Viene richiamata la responsabilità delle autorità locali, come il Comune e la ASL, affinché agiscano concretamente per garantire dignità e salute a chi vive e lavora nella struttura. Questa situazione solleva una questione critica sulla necessità di passare dalle discussioni istituzionali ad azioni coraggiose per risolvere l'emergenza carceraria.
L'articolo descrive le condizioni disumane del carcere di Sollicciano, dove le temperature nelle celle sono scese fino a due gradi e alcune sezioni sono prive di elettricità da mesi. Associazioni come Antigone e Altrodiritto, insieme all'ex cappellano don Vincenzo Russo, denunciano l'inefficacia dei tavoli istituzionali e chiedono un intervento immediato della ASL e della sindaca. Viene sollecitata la dichiarazione di inagibilità della struttura per violazione dei diritti costituzionali e della dignità dei detenuti. Questa situazione drammatica evidenzia una criticità sistemica che impedisce al carcere di assolvere la sua funzione rieducativa.