Cottura cibi nelle celle del 41 bis: “Sì a fasce orarie giustificate”
Silvana Cortignani
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tusciaweb.eu
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Riassunto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che favoriva un detenuto al regime di 41 bis, stabilendo che le limitazioni orarie per cucinare in cella devono essere valutate in base a concrete esigenze organizzative o di sicurezza. I giudici hanno chiarito che tali restrizioni sono legittime purché non risultino discriminatorie o puramente vessatorie rispetto ai detenuti comuni. Il caso tornerà ora al Tribunale di Sorveglianza di Roma per una nuova valutazione che consideri le motivazioni dell'amministrazione penitenziaria. Questa sentenza evidenzia la continua ricerca di un equilibrio tra i diritti fondamentali dei detenuti e le necessità di controllo nei regimi di massima sicurezza.
Il Governo Meloni ha avviato un piano per riorganizzare il regime di carcere duro '41 bis', riducendo da 12 a 7 il numero di istituti per concentrare i detenuti più pericolosi in strutture gestite esclusivamente dal Gom. Questa razionalizzazione mira a potenziare la sicurezza, garantire il diritto alle ore d’aria sancito dalla Corte Costituzionale e recuperare posti per contrastare il sovraffollamento carcerario generale. La Sardegna ospiterà quasi la metà di queste strutture, scatenando forti proteste locali per il timore che l’isola venga trasformata stabilmente in un polo carcerario d'eccezione. La riforma comporterà numerosi trasferimenti di esponenti mafiosi tra diverse regioni, ridefinendo radicalmente la geografia della detenzione speciale in Italia. Questo provvedimento evidenzia la sfida complessa di bilanciare le esigenze di massima sicurezza con la tutela dei diritti costituzionali dei detenuti.
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un colloquio telefonico tra due fratelli entrambi detenuti in regime di 41-bis, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia. La sentenza stabilisce che il diritto all'affettività familiare è fondamentale e può essere esercitato anche tra soggetti al carcere duro, purché avvenga sotto stretto controllo e in via eccezionale. I giudici hanno chiarito che non esiste un divieto normativo assoluto, poiché le moderne tecnologie consentono di bilanciare le esigenze di sicurezza con i diritti dei ristretti. Questa decisione riafferma la necessità di tutelare il nucleo essenziale dei diritti umani anche nelle forme di detenzione più restrittive.
Il governo intende concentrare gli oltre 750 detenuti in regime di 41-bis in soli sette istituti penitenziari dedicati, gestiti esclusivamente dal Gruppo Operativo Mobile (GOM). La Regione Sardegna si oppone fermamente al progetto, temendo di diventare una colonia penale e denunciando i rischi per la sanità locale e la sicurezza. Il sottosegretario Delmastro giustifica la misura come necessaria per adempiere a una sentenza della Corte Costituzionale sulle ore d'aria, nonostante le critiche dei garanti dei detenuti. Questa iniziativa segna una svolta verso un modello di carcerazione di super-massima sicurezza che interroga profondamente il rispetto dei diritti dei detenuti in Italia.