Contro il crimine la pena non è tutto

Riassunto

L'autore contesta l'efficacia dell'inasprimento delle pene come deterrente, evidenziando come la recidiva colpisca l'85% di chi non riceve un trattamento rieducativo contro il 15% di chi viene coinvolto in attività di studio e lavoro. L'articolo sostiene che il crimine si combatta attraverso una società più giusta e migliori opportunità economiche, piuttosto che con la semplice carcerazione punitiva. Viene inoltre criticata la tendenza politica a proporre pene più severe solo per assecondare le paure dell'opinione pubblica. Questo testo invita a una profonda riflessione sulla funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione italiana.

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