Modena. “No” del Dap al Consiglio comunale in carcere. “Grave sgarbo istituzionale e politico”
Riassunto
Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha negato al Comune di Modena l'autorizzazione per svolgere una seduta del Consiglio comunale all'interno del carcere di Sant’Anna. L'iniziativa mirava a porre l'attenzione su tematiche urgenti come il sovraffollamento, le carenze strutturali e le difficili condizioni di lavoro del personale penitenziario. La decisione ha sollevato forti polemiche politiche, con il Partito Democratico che parla di uno sgarbo istituzionale volto a nascondere le criticità della struttura. Questo episodio solleva un interrogativo cruciale sulla trasparenza e sulla reale volontà di collaborazione tra istituzioni centrali e locali nella gestione dell'emergenza carceraria italiana.
Il Resto del Carlino, 14 gennaio 2026
Autorizzazione negata. Doccia fredda per l’amministrazione modenese. La seduta del Consiglio comunale di Modena di domani, inizialmente prevista presso la Casa circondariale di Sant’Anna, si terrà come sempre in Municipio. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha infatti stoppato il Comune. “Con rammarico, prendo atto che la seduta alla Casa circondariale di Sant’Anna non potrà avere luogo perché l’ufficio competente Dap ha ritenuto di negare la relativa autorizzazione necessaria alla Direzione del penitenziario modenese - spiega il presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri.
Sono molto dispiaciuto, in quanto voleva essere un’occasione per mettere al centro dell’agenda politica e dei riflettori la struttura, i detenuti e tutti coloro che, a diverso titolo, la vivono. Se ciò non potrà essere fatto direttamente nel penitenziario, stante la mancata autorizzazione, cionondimeno, l’interesse e l’attenzione rimangono ed è mia intenzione tenere ugualmente la seduta presso il Municipio sempre nella giornata di giovedì”, conclude Carpentieri.
Molto più dura la reazione del Pd, che apre un caso diplomatico. “Il divieto di svolgere la prossima seduta del Consiglio comunale presso il carcere Sant’Anna di Modena, non accompagnato da alcuna motivazione, disposto dal Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia - ha dichiarato il segretario cittadino e capogruppo del Partito Democratico Diego Lenzini - è per noi un grave sgarbo istituzionale alla nostra città. Riteniamo tale decisione anche uno schiaffo alla proficua collaborazione da sempre presente sul territorio per supportare il carcere sia a livello istituzionale - prosegue - che di rete di associazioni e volontari che operano in quest’ambito.
Non consentire lo svolgimento del massimo consesso democratico e rappresentativo dei cittadini modenesi - sottolinea Lenzini - non è solo una grave interferenza da parte di un organismo alle dirette dipendenze del governo, ma è anche un goffo tentativo di impedire che vengano accesi i riflettori su una serie di problematiche ormai ampiamente documentate, sia dai sindacati di polizia penitenziaria che dal garante dei detenuti”.
“Questa scelta risulta oltremodo incomprensibile se si considera che pochi mesi fa una simile iniziativa era stata svolta a Roma e a Reggio Emilia - attacca Lenzini -. Riteniamo totalmente inaccettabile tale atteggiamento che vuole impedire all’istituzione locale di occuparsi seriamente delle gravi condizioni di sovraffollamento, carenza e precarie condizioni di lavoro del personale - ricorda l’esponente dem - nonché degrado strutturale in cui versa il carcere, le quali hanno avuto gravi conseguenza come diversi atti suicidi e di autolesionismo.
Come Pd cittadino chiederemo ai nostri parlamentari di riferimento di depositare un’interrogazione urgente a riguardo - conclude Lenzini - e dagli esponenti locali di Fratelli d’Italia, sempre solerti a puntare il dito su sicurezza e trasparenza istituzionale, ci aspettiamo una ferma e netta presa di posizione”.