Trattenimento nei Cpr: escluso il ricorso straordinario per errore di fatto
Francesco Machina Grifeo
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Il Sole 24 Ore
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Riassunto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1049 del 2026, ha stabilito che il ricorso straordinario per errore di fatto è uno strumento riservato esclusivamente ai condannati in sede penale e non si applica ai soggetti sottoposti a misure amministrative. Il caso riguardava un cittadino straniero che contestava il trattenimento in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), ma la Corte ha ribadito che tale misura non accerta una responsabilità penale. I giudici hanno chiarito che, nonostante l'incidenza sulla libertà personale, il trattenimento resta estraneo alla nozione di condanna, rendendo inammissibile l'impugnazione straordinaria. Questa decisione evidenzia la netta distinzione procedurale tra sanzioni detentive e provvedimenti amministrativi di pubblica sicurezza.
La Corte di Cassazione, con la sentenza 1039/2026, ha stabilito che l'espulsione e il trattenimento nei CPR sono bloccati per gli immigrati condannati a pene inferiori ai quattro anni in attesa di decisioni sulle misure alternative. La pronuncia chiarisce che il nulla osta all'espulsione non è applicabile nella fase di esecuzione penale, tutelando così il diritto dello straniero a un percorso rieducativo. Questa decisione ha un impatto significativo sui circa 90.000 'liberi sospesi' in Italia, che spesso attendono anni per il verdetto del Tribunale di sorveglianza. Il provvedimento evidenzia una complessa interazione tra le esigenze di sicurezza e la garanzia dei diritti costituzionali dei detenuti.
Le Sezioni Unite Penali hanno chiarito che non sussiste un conflitto negativo di competenza se il giudice, pur dichiarandosi territorialmente incompetente, rinnova tempestivamente una misura cautelare. La sentenza stabilisce che tale intervento non implica un'affermazione di competenza, ma rappresenta un potere eccezionale e provvisorio per evitare stalli processuali. In questo modo, viene garantita la continuità della tutela cautelare anche durante le fasi di incertezza sulla competenza territoriale. Questa decisione appare fondamentale per assicurare l'efficienza e la tempestività del sistema penale italiano nella gestione delle misure urgenti.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha emanato una circolare che accelera il trattenimento dei migranti irregolari ritenuti pericolosi nei Cpr, dando priorità assoluta alle procedure di rimpatrio. La direttiva semplifica i controlli medici, posticipando l'accertamento dell'idoneità, e stabilisce che la tossicodipendenza non escluderà più i soggetti dalla detenzione amministrativa. Il provvedimento giunge mentre il governo lavora a una nuova legge sulla materia, sollecitata dalla Corte Costituzionale per aggiornare normative vecchie di trent'anni. Questa stretta evidenzia un approccio marcatamente securitario che solleva preoccupazioni circa la tutela della salute e dei diritti fondamentali dei trattenuti.