Stanno arrivando i “Killer Robots”: che cosa sono e perché preoccupano
Giuseppe Muolo
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Avvenire
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Riassunto
Durante un incontro al Senato, esperti e organizzazioni come la Rete Italiana Pace e Disarmo hanno lanciato l'allarme sull'imminente operatività dei 'Killer Robots', sistemi d'arma autonomi guidati dall'intelligenza artificiale. L'appello principale richiede un trattato internazionale per bandire o regolamentare queste tecnologie, che delegano a algoritmi decisioni di vita o di morte senza un controllo umano significativo. I relatori hanno evidenziato i gravi rischi etici e umanitari, sottolineando come l'IA sia già impiegata in conflitti attuali per selezionare obiettivi in modo rapido e poco accurato. È stata chiesta un'azione decisa delle istituzioni italiane affinché il Paese guidi i negoziati verso una regolamentazione vincolante delle Nazioni Unite. Ciò evidenzia la necessità critica di preservare la responsabilità umana di fronte alle sfide poste dalle nuove tecnologie militari.
Il Governo italiano ha presentato nuove bozze legislative sulla sicurezza che mirano a rafforzare il controllo preventivo e la repressione, colpendo in particolare stranieri, giovani e manifestanti. Le norme prevedono un ampliamento dei poteri amministrativi, come l'estensione delle 'zone rosse' urbane e dei provvedimenti di Daspo, basandosi spesso sulla presunta pericolosità sociale piuttosto che su fatti accertati. Secondo l'autrice, questo approccio trasforma la sicurezza da garanzia dei diritti a strumento di esclusione, limitando la libertà di circolazione dei soggetti più marginali. Tale spostamento verso una gestione punitiva e anticipatoria del rischio solleva serie preoccupazioni circa la tenuta dei principi di legalità e delle libertà fondamentali in Italia.
L'articolo riporta la drammatica repressione in Iran, dove si stima che le vittime tra i manifestanti abbiano raggiunto le 12.000 unità a causa dell'uso indiscriminato della forza da parte del regime. Il presidente statunitense Donald Trump ha reagito introducendo dazi commerciali e incitando i cittadini iraniani a proseguire la rivolta, mentre l'Alto Commissario ONU ha condannato la violenza e l'uso di esecuzioni capitali per scopi politici. Nonostante gli oltre 10.000 arresti e la propaganda governativa che definisce i manifestanti come terroristi, le proteste per il cambiamento fondamentale del Paese continuano ogni notte. Questa situazione sottolinea l'urgenza di un intervento coordinato della comunità internazionale per fermare le violazioni dei diritti umani in corso.
La Commissione Affari costituzionali del Senato adotterà il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, un testo base per avviare l'iter della legge contro l'antisemitismo. Nonostante il dissenso delle opposizioni sulle modalità procedurali, la maggioranza punta a tempi rapidi per rispondere alla crescita dei fenomeni di odio. Il dibattito resta acceso sulla definizione di antisemitismo: mentre alcuni testi si rifanno alla definizione IHRA, il Partito Democratico propone quella di Gerusalemme per distinguere chiaramente tra pregiudizio antiebraico e critica politica a Israele. Questo provvedimento mette in luce la necessità per il Parlamento di trovare un equilibrio condiviso nella lotta alle discriminazioni razziali e religiose.