Padova. Suicidio al Due Palazzi, il dolore del vescovo: “Interrotti percorsi umani e di speranza”
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La Difesa del Popolo
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Riassunto
Un detenuto di 74 anni si è suicidato nel carcere Due Palazzi di Padova poco prima di un trasferimento causato dallo smantellamento della sezione Alta Sicurezza. Mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, ha espresso forte preoccupazione per l'interruzione di percorsi riabilitativi e lavorativi decennali che tali provvedimenti comportano. Il vescovo ha richiamato le istituzioni a rimettere al centro la dignità della persona e la funzione rieducativa della pena, specialmente per chi sconta condanne molto lunghe. Questo tragico evento mette in luce la fragilità dei percorsi di reinserimento sociale di fronte a decisioni amministrative improvvise nel sistema carcerario.
Un detenuto di 74 anni, ergastolano da 38 anni nel carcere "Due Palazzi" di Padova, si è tolto la vita in seguito alla notizia del suo imminente trasferimento coatto deciso dal Dap. Le associazioni dei volontari denunciano una gestione ministeriale centralizzata e punitiva che interrompe percorsi rieducativi storici, ignorando il principio di non regressione trattamentale. L'episodio, il terzo suicidio in un mese, aggrava il clima di tensione in una struttura già colpita da un grave sovraffollamento e carenza di organico. Questa tragedia evidenzia una crisi profonda del sistema penitenziario italiano, dove la logica del trasferimento sembra prevalere sul fine costituzionale della riabilitazione.
Un detenuto di 74 anni si è tolto la vita nel carcere Due Palazzi di Padova poco prima di essere trasferito, suscitando la dura reazione dell'associazione Ristretti Orizzonti che parla di 'tragedia annunciata'. Rossella Favero denuncia lo smantellamento del 'modello Padova' e l'interruzione dei percorsi di rieducazione causati dalle recenti decisioni ministeriali e dalla chiusura della sezione Alta Sicurezza 1. Le associazioni e il Terzo settore segnalano come questi provvedimenti distruggano anni di lavoro sul reinserimento sociale, aumentando la pressione su detenuti e agenti. Questo drammatico evento sottolinea la necessità urgente di riconsiderare l'approccio rieducativo del sistema carcerario italiano.
Un detenuto ultrasettantenne si è suicidato nel carcere Due Palazzi di Padova dopo aver ricevuto un improvviso ordine di trasferimento dovuto al declassamento della sezione di Alta Sicurezza. Antonio Bincoletto, garante dei detenuti, critica duramente il Dap per aver trattato i reclusi come 'pacchi', ignorando la fragilità di persone recluse da decenni e interrompendo i loro percorsi di riabilitazione. Il garante denuncia inoltre che la riconversione della sezione porterà a un grave sovraffollamento, trasformando il carcere in una sorta di 'discarica sociale' priva di attività educative. Questa vicenda mette in luce la drammatica distanza tra la gestione amministrativa penitenziaria e il principio costituzionale della rieducazione della pena.