Milano. “Abbracci in Libertà”, il linguaggio della bellezza per difendere la genitorialità in carcere
Manuela Petrini
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interris.it
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Riassunto
Il progetto “Abbracci in libertà”, promosso dalla Fondazione Santo Versace, mira a tutelare il legame tra genitori detenuti e figli creando spazi accoglienti e colorati all'interno delle carceri italiane. Dopo l'intervento nella Casa di Reclusione di Milano-Bollate, l'iniziativa si estenderà a Rebibbia per offrire alle famiglie un ambiente sereno che favorisca la continuità affettiva e momenti di normalità attraverso il gioco e la bellezza. Come sottolineato dalla dottoressa Pisani, questi spazi permettono a madri e bambini di vivere il loro rapporto con spontaneità, superando temporaneamente la rigidità del contesto carcerario. Questa iniziativa sottolinea l'importanza di umanizzare il sistema penitenziario per proteggere i diritti fondamentali dei minori e favorire il recupero sociale dei detenuti.
Lo spettacolo “Giubileo in alta sicurezza”, diretto da Mimmo Sorrentino, mette in scena presso il carcere di Piacenza un'analogia tra il viaggio dei pellegrini e il percorso interiore di riabilitazione delle detenute. L’iniziativa, parte del progetto “Educarsi alla libertà”, coinvolge donne recluse nel circuito di alta sicurezza con l’obiettivo di abbattere la recidiva attraverso l'arte e la cultura. I promotori sottolineano come il teatro trasformi il carcere in un luogo di partecipazione, rendendo la rieducazione non solo un diritto del detenuto, ma un interesse dell’intera collettività. Questo esempio virtuoso evidenzia l'importanza di sostenere percorsi trattamentali di qualità per favorire il reale riscatto sociale e la sicurezza del territorio.
A Milano è stata inaugurata la prima delle dieci "Porte della Speranza", un’installazione monumentale di Michele De Lucchi posta davanti al carcere di San Vittore per favorire il dialogo tra arte, società e sistema penitenziario. Il progetto, promosso dalla Santa Sede in collaborazione con il DAP, coinvolgerà diverse città italiane e internazionali attraverso opere di grandi creativi e laboratori educativi per i detenuti. L'opera di De Lucchi, una porta aperta in legno priva di mura, simboleggia un percorso di trasformazione e rinascita accessibile a tutti. Questa iniziativa sottolinea il valore della creatività come strumento essenziale per la riabilitazione e il reinserimento sociale.
Alla Casa Circondariale di Trapani, il progetto “La libertà è un libro”, curato da Ornella Fulco e Fabrizia Sala, utilizza la lettura e la scrittura come strumenti di riscatto per i detenuti. Attraverso laboratori settimanali, i partecipanti esplorano temi legati ai sentimenti e ai diritti umani, riscoprendo la propria dignità oltre l'errore commesso. L'iniziativa, attiva da quindici anni, ha favorito momenti di profonda umanità, come l'incontro empatico tra i detenuti e la madre di una giovane vittima di criminalità. Questo progetto dimostra come la cultura e l'ascolto siano ponti fondamentali per il reinserimento sociale e la riabilitazione all'interno delle carceri italiane.