Como. La docente Insubria Gilda Ripamonti nuova Garante dei diritti dei detenuti
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varesenews.it
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Riassunto
La professoressa Gilda Ripamonti è stata nominata Garante dei diritti dei detenuti per il Comune di Como, con un mandato triennale focalizzato sulla Casa circondariale del Bassone. La scelta, basata sulla sua solida esperienza nel diritto penale e nella giustizia riparativa, punta a favorire l'umanizzazione della pena e il reinserimento sociale delle persone private della libertà. Il sindaco Alessandro Rapinese ha definito la nomina un passaggio di grande valore civile per migliorare le condizioni di vita carceraria in accordo con i principi costituzionali. Questa iniziativa evidenzia l'importanza cruciale di figure indipendenti per la tutela dei diritti fondamentali all'interno del sistema carcerario italiano.
Il Comune di Ferrara e la casa circondariale locale hanno siglato una convenzione per sostenere la genitorialità dei padri detenuti attraverso tre percorsi: consulenze individuali, incontri mensili con le famiglie e gruppi di confronto tra pari. L'iniziativa, promossa dall'assessore Cristina Coletti e dalla direttrice Maria Martone, mira a rafforzare i legami affettivi e favorire un reinserimento sociale consapevole in un ambiente armonioso. Questo progetto rappresenta un'eccellenza innovativa nel panorama penitenziario italiano, ponendo l'accento sulla tutela della dignità della popolazione carceraria. Tale approccio evidenzia l'importanza cruciale del supporto familiare come pilastro fondamentale per il successo dei percorsi rieducativi.
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) ha negato al Consiglio comunale di Modena l'autorizzazione a svolgere una seduta presso il carcere Sant’Anna, impedendo l'ascolto della relazione della Garante dei detenuti all'interno della struttura. L'articolo denuncia le gravi condizioni dell'istituto, caratterizzato da sovraffollamento, carenza di organico e tassi di recidiva elevati, criticando una gestione politica che tende a isolare il carcere dalla società civile. Secondo l'autore, questa decisione e l'aumento della burocrazia ostacolano i progetti di reinserimento e la trasparenza democratica. La vicenda mette in luce la crescente chiusura delle istituzioni penitenziarie verso il mondo esterno, sollevando interrogativi sulla funzione rieducativa della pena e sul rapporto tra carcere e territorio.
A Verona sorgerà la "Cittadella della giustizia" in piazza Madonna di Campagna, un nuovo polo dedicato alla giustizia riparativa in linea con la riforma Cartabia. La struttura riunirà servizi essenziali come il Garante per i diritti dei detenuti e Rete Dafne, puntando a favorire il reinserimento sociale e la riparazione del danno attraverso il dialogo tra le parti coinvolte. L'assessora Stefania Zivelonghi ha confermato che l'apertura è prevista per la prima parte del 2026, senza costi aggiuntivi per il bilancio comunale. Questo progetto rappresenta un passo fondamentale verso un sistema penale più umano e orientato alla pacificazione sociale.