Pacchetti sicurezza, lo Stato di diritto nell’era dell’emergenza perenne
Simona Musco
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Il Dubbio
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Riassunto
L’articolo analizza la strategia legislativa del governo Meloni, caratterizzata da continui pacchetti sicurezza dettati dall'emergenza della cronaca, come nel caso dei recenti scontri a Torino. Tra le proposte più controverse emergono il fermo preventivo di 12 ore e lo scudo penale, misure che sollevano forti dubbi di costituzionalità e inaspriscono il rapporto con la magistratura. Secondo l'autrice, questo approccio rischia di trasformare il diritto penale da strumento di garanzia a mezzo di repressione ideologica contro categorie specifiche di individui. Tale scenario evidenzia una criticità profonda per la tenuta democratica e la salvaguardia dello Stato di diritto in Italia.
L'articolo analizza le tensioni interne al governo sul nuovo pacchetto sicurezza, evidenziando la divergenza tra l'approccio cauto di Fratelli d’Italia e quello allarmista della Lega. Le nuove misure puntano sulla repressione di soggetti vulnerabili, come minori e migranti, includendo scudi penali per le forze dell'ordine e restrizioni alle manifestazioni. Critici ed esperti, tra cui l’associazione Antigone, denunciano una deriva che sacrifica lo Stato di diritto e i diritti costituzionali in favore della propaganda politica. Questo approccio solleva dubbi sull'effettiva efficacia di una strategia che risponde a problemi sociali complessi esclusivamente con il diritto penale.
Gli esperti di diritto Luca Masera e Ines Ciolli esprimono forti preoccupazioni riguardo alle proposte governative su fermo di polizia, cauzione per le manifestazioni e scudo penale, considerandole una minaccia ai principi costituzionali. Secondo i giuristi, sottrarre la libertà personale al controllo della magistratura e limitare il diritto di riunione tramite cauzioni preventive violerebbe gli articoli 13 e 17 della Costituzione. Viene inoltre criticato lo scudo penale come contrario all'uguaglianza dei cittadini e all'obbligatorietà dell'azione penale, specialmente nei casi in cui si verifichi un decesso. Questo dibattito mette in luce una tensione critica tra le nuove politiche di sicurezza e la tenuta dello Stato di diritto in Italia.
Il governo italiano sta definendo un nuovo "decreto sicurezza" in risposta ai recenti scontri di Torino, prevedendo misure più rigide per la gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni. Tra le novità principali figurano il fermo preventivo fino a 12 ore per i sospettati di pericolosità, il potenziamento delle perquisizioni sul posto e maggiori tutele legali per le forze dell'ordine. Mentre la premier Meloni e il ministro Salvini accelerano sull'iter legislativo, i sindacati Cgil e Cisl esprimono forti preoccupazioni per la costituzionalità di alcune proposte, come la cauzione economica per chi organizza cortei. Questo dibattito evidenzia una crescente tensione tra la necessità di sicurezza urbana e la salvaguardia del diritto democratico al dissenso.