Sciacca (Ag). Carcere senza medico di notte, il sindacato: “A rischio salute detenuti e sicurezza”
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agrigentonotizie.it
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Riassunto
Il sindacato Sinappe esprime forte preoccupazione per la possibile soppressione dell'assistenza sanitaria notturna nella casa circondariale di Sciacca a partire da gennaio 2026. Secondo il segretario Rosario Mario Di Prima, l'assenza di medici nelle ore serali comprometterebbe gravemente la gestione delle urgenze e la sicurezza interna ed esterna. La struttura necessita di un presidio H24 per far fronte a emergenze mediche improvvise, dato che l'accesso di personale esterno di notte risulta complesso e lento. Questa situazione evidenzia una criticità allarmante per la tutela della salute dei detenuti e per l'efficienza operativa della polizia penitenziaria.
Leo Beneduci (Segretario Generale Osapp)
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torinoggi.it
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Leo Beneduci denuncia che i 238 decessi registrati nelle carceri italiane in un anno sono riconducibili a gravi carenze della sanità penitenziaria e non a responsabilità della Polizia Penitenziaria. Il sindacalista critica l'uso improprio dei trasferimenti d'urgenza e la mancanza di mezzi di soccorso adeguati, che costringono gli agenti a operare come infermieri su mezzi non attrezzati. Beneduci rivolge un appello alla premier Meloni e al ministro Nordio per una riforma immediata dei protocolli sanitari e dei trasporti dei detenuti. Questa denuncia evidenzia una crisi profonda nella gestione della salute in carcere, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza e sulle risorse pubbliche.
Federico Pilagatti, segretario del Sappe, denuncia la gravissima situazione delle carceri italiane, definendole 'discariche umane' prive di assistenza adeguata per detenuti con problemi psichiatrici e dipendenze. Il sindacato propone di superare il fallimento delle Rems riaprendo strutture specializzate e trasferendo i tossicodipendenti in comunità terapeutiche per ridurre suicidi e violenze. Viene inoltre suggerita l'espulsione immediata dei detenuti stranieri condannati come misura contro il sovraffollamento. Questa denuncia evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per garantire il rispetto dei principi costituzionali e della dignità umana all'interno del sistema penitenziario.
Un detenuto è deceduto nel reparto T1 del carcere di Secondigliano, spingendo il sindacato Sinappe a richiedere un'inchiesta per accertare le cause del decesso. L'organizzazione sindacale ha colto l'occasione per denunciare le gravi criticità strutturali dell'istituto, come la carenza di personale e le difficili condizioni lavorative. Le autorità sono ora al lavoro per stabilire se si sia trattato di un malore naturale o di altre circostanze. Questo evento drammatico mette nuovamente in luce le persistenti problematiche sistemiche del regime carcerario italiano.