Sardegna. Socialismo Diritti Riforme: “Il 2025 è stato un anno critico per le carceri sarde”
Maria Grazia Caligaris
·
kalaritanamedia.it
·
Riassunto
Nel 2026, la Sardegna diventerà la regione italiana con il maggior numero di detenuti in regime di 41bis, aggravando una situazione già critica dovuta al sovraffollamento e alla carenza cronica di personale. Il rapporto dell'associazione Socialismo Diritti Riforme evidenzia che gli istituti dell'isola ospitano oltre 2.500 persone a fronte di una capienza insufficiente, con una mancanza di circa 200 agenti e 60 amministrativi. Le criticità si estendono anche all'assistenza sanitaria penitenziaria e ai rapporti con i familiari, ostacolando i progetti di reinserimento sociale. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di un impegno politico costante per tutelare la dignità di chi vive e lavora nelle carceri sarde.
In seguito alla rivolta nel carcere di Massama, la garante Irene Testa denuncia il collasso del sistema penitenziario in Sardegna, caratterizzato da un grave sovraffollamento e una cronica carenza di personale. Attualmente, le strutture dell'isola ospitano 2.583 detenuti a fronte di soli 2.374 posti disponibili, aggravando le condizioni di sicurezza e la salute dei ristretti. I sindacati segnalano turni di lavoro insostenibili per gli agenti, mentre emerge la crescente difficoltà di gestire detenuti con patologie psichiatriche in assenza di percorsi formativi adeguati. Questa situazione evidenzia la necessità di interventi strutturali urgenti per garantire la dignità e la sicurezza all'interno delle carceri isolane.
Entro febbraio 2026, oltre cento detenuti in regime di massima sicurezza saranno trasferiti in Sardegna, trasformando istituti come Badu e Carros e Uta in centri dedicati esclusivamente al regime speciale. La decisione unilaterale del Governo ha scatenato la protesta della Presidente regionale Alessandra Todde, che contesta il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali e il rischio di trasformare l’isola in una 'regione-carcere'. Oltre alle critiche politiche, emergono forti preoccupazioni per il sovraffollamento, la carenza di personale e la pressione su un sistema sanitario già fragile. Questa vicenda solleva interrogativi cruciali sulla gestione della giustizia e sul rispetto della territorialità della pena in Italia.
Irene Testa, garante regionale dei detenuti, sollecita una convocazione straordinaria della Camera per affrontare la crisi delle carceri sarde e il possibile potenziamento del regime 41-bis nell'isola. Testa denuncia condizioni degradanti negli istituti e invita i parlamentari sardi a utilizzare l'articolo 62 della Costituzione per forzare un dibattito parlamentare risolutivo. L'appello giunge in un momento di forte tensione, mentre il sindaco di Nuoro annuncia la visita del sottosegretario Delmastro per discutere il futuro del carcere locale a fine mese. Questa richiesta evidenzia la necessità impellente di risposte politiche concrete per un sistema penitenziario regionale e nazionale ormai al collasso.