Cervo: “Dico No perché questa riforma mette in pericolo i nostri giudici”
Valentina Stella
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Il Dubbio
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Riassunto
Paola Cervo, giudice di sorveglianza e dirigente ANM, critica la riforma Nordio sostenendo che essa minacci l'indipendenza della magistratura piuttosto che migliorarne l'efficienza. La riforma preoccupa per l'introduzione di un sistema disciplinare potenzialmente condizionabile dalla politica e per il sorteggio dei membri del CSM, interpretato come un tentativo di indebolire l'autonomia giudiziaria. Cervo sottolinea che il rischio principale non riguarda solo i pubblici ministeri, ma la serenità e l'imparzialità di tutti i giudici. Questa situazione evidenzia una criticità profonda per la salvaguardia dell'equilibrio tra i poteri nello Stato italiano.
La riforma della giustizia del ministro Nordio si avvia verso un possibile referendum nel marzo 2026, puntando sulla netta separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. Il progetto prevede la creazione di due CSM distinti e di una Corte Disciplinare, introducendo il sorteggio per limitare il peso delle correnti interne alla magistratura. Se il centro-destra promuove la riforma come garanzia di imparzialità, le opposizioni e l'ANM temono che la divisione possa indebolire l'indipendenza dei PM, esponendoli a pressioni politiche. Questa evoluzione rappresenta un passaggio cruciale che potrebbe ridefinire l'equilibrio dei poteri costituzionali in Italia.
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha aspramente criticato il sistema delle correnti del CSM, accusandolo di impedire la destituzione dei magistrati che commettono errori gravi per via di una 'giustizia domestica'. Al centro del dibattito resta la data del referendum sulla giustizia, prevista per il 22 e 23 marzo, su cui il TAR del Lazio dovrà pronunciarsi definitivamente il 27 gennaio a seguito dei ricorsi presentati dai promotori della raccolta firme. Mentre il governo tira dritto, le opposizioni denunciano un'eccessiva fretta che rischierebbe di soffocare il dibattito pubblico e la partecipazione democratica. Questo scontro mette in luce la profonda tensione istituzionale e politica che accompagna il percorso della riforma costituzionale della giustizia.
In un'intervista al Corriere della Sera, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio discute il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, previsto per la seconda metà di marzo 2026. Il Ministro critica aspramente l'Associazione Nazionale Magistrati per aver rifiutato un confronto diretto, sostenendo che l'introduzione del sorteggio per il CSM sia il vero punto di rottura. Nordio rassicura inoltre sui tempi della digitalizzazione giudiziaria legata al PNRR, definendo la riforma come una necessaria evoluzione del sistema penale italiano. Questo scontro mette in luce la persistente tensione tra il potere esecutivo e l'ordine giudiziario nel contesto istituzionale italiano.