Pietro Grasso: “La democrazia non è il bottino della maggioranza di turno, rischia di svuotarsi”
Fabio Martini
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La Stampa
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Riassunto
Pietro Grasso, ex presidente del Senato, riflette sugli 80 anni della Repubblica mettendo in guardia contro il degrado del dibattito politico e il rischio di svuotamento dei valori costituzionali. L'ex magistrato sottolinea l'importanza della legalità e critica le riforme che mirano a ridurre l'indipendenza della magistratura, come la proposta di separazione delle carriere. Grasso auspica un ritorno allo 'spirito costituente' tra maggioranza e opposizione per contrastare l'astensionismo e proteggere l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Questo intervento evidenzia una sfida cruciale per la tenuta democratica dell'Italia e il futuro delle sue istituzioni.
L'articolo analizza il prossimo referendum sulla giustizia come un momento cruciale nel lungo conflitto tra politica e magistratura, focalizzandosi sulla riforma del CSM e il rischio di alterare l'equilibrio costituzionale. L'autore evidenzia come la separazione delle carriere sia già nei fatti realtà e che il vero nodo sia la proposta di sorteggio dei membri del CSM, interpretata come una minaccia all'indipendenza giudiziaria. Viene denunciata una tendenza globale alla verticalizzazione del potere esecutivo che rischia di indebolire la tutela dei diritti dei cittadini. Per superare questa fase distruttiva, Giovagnoli invita a recuperare lo spirito dei padri costituenti, cercando un compromesso che preservi l'autonomia dei giudici. Questo scenario evidenzia una sfida fondamentale per la tenuta democratica del sistema italiano.
Nel suo undicesimo discorso di fine anno, il Presidente Sergio Mattarella pone l'ottantesimo anniversario della Repubblica come cuore di un messaggio che riafferma i valori democratici contro la cultura dell'odio e della polarizzazione. L'autore evidenzia come il Capo dello Stato proponga un'idea di democrazia basata sull'inclusione, il pluralismo e i diritti sociali, contrapponendola ai populismi e ai nazionalismi moderni. Il discorso invita a riscoprire la storia di successo dell'Italia, fatta di riforme concrete e senso di unità nazionale, per affrontare le immani sfide del presente. Questo intervento sottolinea la necessità di una politica che unisca il Paese invece di dividerlo per fini propagandistici.
Giuseppe Santalucia, giudice di Cassazione ed ex presidente dell'ANM, risponde alle critiche della premier Meloni sulla magistratura, definendole un pericoloso fraintendimento del ruolo del potere giudiziario. Santalucia sottolinea che il compito dei magistrati è la tutela dei diritti fondamentali, un'attività che deve restare indipendente dagli obiettivi politici dell'esecutivo. Nel contesto del dibattito sulla riforma della giustizia e sul prossimo referendum, egli ribadisce che la sicurezza non può prescindere dal rispetto delle regole democratiche. L'intervista evidenzia il profondo scontro istituzionale tra governo e magistratura sul tema dell'autonomia delle toghe. Questa dinamica mette in luce una tensione irrisolta che tocca le fondamenta dell'equilibrio dei poteri in Italia.