Giordano: “Voto Sì perché in Ue è inconcepibile una magistratura non separata”

Riassunto

L'avvocato Stefano Giordano sostiene la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri, considerandola un passaggio obbligato per attuare pienamente il processo accusatorio e l'articolo 111 della Costituzione. Secondo Giordano, la riforma non sottomette il PM all'esecutivo, ma garantisce la terzietà del giudice e rompe le logiche di potere correntizie emerse con il caso Palamara. L'intervista sottolinea l'importanza di strumenti come il sorteggio per il CSM e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare per superare i fallimenti dell'autodisciplina interna. La riforma mira inoltre ad allineare l'ordinamento italiano agli standard europei, dove la distinzione tra chi accusa e chi giudica è la norma. Questo dibattito pone l'accento sulla necessità di una magistratura strutturalmente imparziale per assicurare l'effettiva parità delle armi nel sistema penale.

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