Cremona. Situazione carcere: lettera aperta dei Radicali all’Assessore regionale Bertolaso
Maria Antonietta Farina Coscioni e Maria Teresa Molaschi
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welfarenetwork.it
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Riassunto
Le autrici hanno indirizzato una lettera all’assessore lombardo Guido Bertolaso per denunciare le critiche condizioni del carcere Ca’ del Ferro di Cremona a seguito di una visita ispettiva. Il documento mette in risalto il tragico suicidio di un educatore di 44 anni, che aveva in carico ben 150 detenuti, evidenziando come il carico di lavoro insostenibile comprometta la salute degli operatori e dei reclusi. Viene richiesta l’istituzione di una commissione d’inchiesta regionale sui suicidi in carcere e interventi urgenti per garantire il diritto alla salute all’interno delle strutture penitenziarie. Questa vicenda sottolinea l'urgenza di affrontare il malessere strutturale che affligge il sistema carcerario e chi vi lavora.
Nel 2025 la Lombardia ha registrato 14 suicidi nelle carceri, con Pavia che detiene il triste primato regionale di tre decessi. Il sovraffollamento cronico, che in istituti come Vigevano e San Vittore supera il 230%, unito alla mancanza di opportunità lavorative, compromette gravemente la funzione rieducativa della pena. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, denuncia come il sistema carcerario si sia ridotto a un mero contenitore di corpi, ignorando i precetti costituzionali. Questa drammatica situazione evidenzia un'emergenza umanitaria e strutturale che richiede riforme urgenti per il sistema penitenziario italiano.
L'articolo riporta il caso di una donna di 41 anni, da poco uscita dal carcere, morta suicida nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso. La Procura ha avviato un'indagine per omicidio colposo, mentre il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud denuncia l'approccio eccessivamente custodialistico e i precedenti decessi avvenuti nella stessa struttura. Viene evidenziata la vulnerabilità di chi ha vissuto l'esperienza carceraria e la mancanza di un supporto post-detenzione che eviti risposte puramente sedative. Questa vicenda solleva criticità urgenti sulla gestione della salute mentale e sulla tutela della dignità umana negli ambienti di reclusione e cura.
L'articolo affronta la grave crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento, violenza e un preoccupante aumento dei suicidi tra detenuti e agenti. Attraverso il libro 'Solidali tra le sbarre' di Giovanna Baldini, viene analizzata l'esperienza di volontariato presso il carcere Don Bosco di Pisa, mettendo in luce le difficoltà di un reale recupero sociale. L'opera denuncia l'isolamento morale e il disinteresse collettivo che spesso vanificano le potenzialità di emancipazione dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgente necessità di riforme che restituiscano dignità e speranza alla popolazione carceraria.