Sovraffollamento carceri: “Il detenuto malato sconti la pena a casa”

Riassunto

Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha concesso la detenzione domiciliare a un detenuto malato, stabilendo che il sovraffollamento carcerario e la carenza di personale generano una sofferenza aggiuntiva incompatibile con i principi costituzionali. Nonostante le condizioni di salute dell'uomo non fossero di per sé incompatibili con la cella, i giudici hanno riconosciuto che la gestione di patologie serie in un contesto di sovrappopolazione cronica ostacola il diritto alla salute e l'umanità della pena. Questa ordinanza pionieristica apre la strada a nuove interpretazioni giuridiche che considerano le criticità sistemiche delle carceri come fattore determinante per l'accesso a misure alternative. Il caso evidenzia la necessità urgente di riforme strutturali per decongestionare gli istituti penitenziari italiani.

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