Milano. Il restyling del musical Hair affidato alla sartoria del carcere di San Vittore
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Milano. “Abbracci in Libertà”, il linguaggio della bellezza per difendere la genitorialità in carcere
Manuela Petrini · interris.it ·
Il progetto “Abbracci in libertà”, promosso dalla Fondazione Santo Versace, mira a tutelare il legame tra genitori detenuti e figli creando spazi accoglienti e colorati all'interno delle carceri italiane. Dopo l'intervento nella Casa di Reclusione di Milano-Bollate, l'iniziativa si estenderà a Rebibbia per offrire alle famiglie un ambiente sereno che favorisca la continuità affettiva e momenti di normalità attraverso il gioco e la bellezza. Come sottolineato dalla dottoressa Pisani, questi spazi permettono a madri e bambini di vivere il loro rapporto con spontaneità, superando temporaneamente la rigidità del contesto carcerario. Questa iniziativa sottolinea l'importanza di umanizzare il sistema penitenziario per proteggere i diritti fondamentali dei minori e favorire il recupero sociale dei detenuti.
Milano. La creatività che ci salva. Michele De Lucchi firma la Porta della Speranza di San Vittore
Alessandra Laudati · D-La Repubblica ·
A Milano è stata inaugurata la prima delle dieci "Porte della Speranza", un’installazione monumentale di Michele De Lucchi posta davanti al carcere di San Vittore per favorire il dialogo tra arte, società e sistema penitenziario. Il progetto, promosso dalla Santa Sede in collaborazione con il DAP, coinvolgerà diverse città italiane e internazionali attraverso opere di grandi creativi e laboratori educativi per i detenuti. L'opera di De Lucchi, una porta aperta in legno priva di mura, simboleggia un percorso di trasformazione e rinascita accessibile a tutti. Questa iniziativa sottolinea il valore della creatività come strumento essenziale per la riabilitazione e il reinserimento sociale.
Milano. La musica di Muti nel carcere di Opera: “Vola libera per tutti e guarisce lo spirito”
Stefano Marchetti · Il Giorno ·
Il Maestro Riccardo Muti dirigerà un concerto speciale presso il carcere di Opera a Milano, coinvolgendo l'Orchestra Cherubini e i detenuti-liutai che realizzano strumenti dal legno dei barconi dei migranti. L'evento celebra il potere della musica come strumento di libertà e impegno civile, superando ogni barriera sociale attraverso l'esecuzione di capolavori di Vivaldi e Verdi. Muti sottolinea come l'arte possa curare lo spirito e offrire una nuova prospettiva di bellezza anche in contesti di sofferenza e detenzione. Questa iniziativa dimostra come la cultura possa diventare un ponte fondamentale per la riabilitazione sociale e la speranza universale.