Siracusa. Erbe officinali e pasticceria, il riscatto dei detenuti con la cooperativa L’Arcolaio
Patrizia Caiffa
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b-hop.it
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Riassunto
La cooperativa sociale L’Arcolaio, attiva tra i Monti Iblei e il carcere Cavadonna di Siracusa, promuove l'inclusione di detenuti e migranti attraverso la coltivazione di erbe aromatiche e la produzione di dolci tipici. Grazie a progetti come 'Jail to job', l'iniziativa offre formazione e lavoro regolare, riuscendo ad abbassare il tasso di recidiva al 5% per chi partecipa alle attività. Nonostante le difficoltà legate al sovraffollamento carcerario e alla gestione dei terreni, la cooperativa prevede di espandersi con un nuovo laboratorio entro il 2027. Questo esempio virtuoso dimostra come il lavoro dignitoso rappresenti uno strumento fondamentale per il riscatto sociale e la riabilitazione all'interno del sistema penale italiano.
A Reggio Calabria, un nuovo protocollo promosso dalla prefettura mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro esterno e la formazione professionale. L'iniziativa coinvolge diversi attori economici e istituzionali, portando già ai primi risultati concreti come tirocini e contratti di lavoro per abbattere la recidiva. Oltre all'occupazione, il dibattito evidenzia la necessità di migliorare l'assistenza sanitaria e affrontare il sovraffollamento per tutelare la dignità delle persone recluse. Questo progetto sottolinea l'importanza di costruire ponti tra carcere e mondo produttivo per una reale funzione rieducativa della pena.
L'Arcidiocesi di Catania e l'Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (Udepe) hanno siglato un accordo per promuovere attività di volontariato riparativo e percorsi di reinserimento lavorativo per persone condannate o in attesa di giudizio. L'iniziativa mira a favorire l'inclusione sociale e a ridurre la recidiva, offrendo ai beneficiari la possibilità di riscattarsi attraverso servizi alla comunità. L'Arcivescovo Luigi Renna e la direttrice dell’Udepe Maria Pia Fontana hanno sottolineato come la pena debba avere una funzione rieducativa, in linea con i principi costituzionali e cristiani. Questo progetto evidenzia l'importanza di investire in percorsi di legalità per contrastare la marginalità sociale che spesso alimenta la criminalità.
Il progetto PriTJP, promosso dall’Università di Catania in collaborazione con l'associazione Seconda Chance, ha concluso una ricerca pionieristica sull'inserimento lavorativo dei detenuti in Sicilia e Calabria. Attraverso l'uso della piattaforma digitale Amelia, lo studio ha rilevato una forte motivazione al cambiamento tra le persone recluse, evidenziando però la necessità di colmare lacune educative e fragilità sociali. Il modello proposto mira a trasformare la detenzione in un percorso di rieducazione e formazione imprenditoriale, superando la logica della mera espiazione della colpa. Questo studio sottolinea la necessità cruciale di integrare il tessuto imprenditoriale e formativo per garantire una reale inclusione sociale e abbattere lo stigma verso gli ex detenuti.