Venezuela. Caracas apre le celle e fa liberare 800 prigionieri politici
Gennaro Grimolizzi
·
Il Dubbio
·
Riassunto
In seguito alla caduta del regime di Maduro, le autorità venezuelane hanno iniziato la liberazione di diversi prigionieri politici, tra cui i cittadini italiani Biagio Pilieri e Luigi Gasperin. Questo provvedimento, definito un 'gesto di pace', ha coinvolto figure di rilievo come l'ex candidato Enrique Márquez, sebbene molti altri restino ancora in attesa del rilascio. Il ministro degli Esteri Tajani ha lodato il successo della diplomazia italiana, pur ribadendo la necessità di continuare a lavorare per la libertà di tutti i connazionali ancora detenuti. La situazione rimane incerta per prigionieri come Alberto Trentini e Perkins Rocha, ancora reclusi in strutture note per le dure condizioni di detenzione. Questa vicenda sottolinea la fragilità del processo di democratizzazione e la necessità di un monitoraggio internazionale costante sui diritti umani in Venezuela.
L’articolo riporta la liberazione di Biagio Pilieri e Luigi Gasperin dalle carceri venezuelane, sottolineando però che almeno altri 26 connazionali restano detenuti arbitrariamente sotto il regime di Nicolás Maduro. Molti prigionieri, tra cui Alberto Trentini e Hugo Marino, affrontano condizioni durissime in strutture tristemente note come El Helicoide, spesso con accuse infondate di cospirazione o per dissenso politico. Oltre agli italiani, il regime ha iniziato a rilasciare anche attivisti per i diritti umani e cittadini stranieri, segnando un momento di cauta speranza. Questa situazione evidenzia la drammatica crisi dei diritti umani in Venezuela e l'urgenza di un intervento diplomatico per la tutela dei prigionieri politici.
In Venezuela persiste una forte discrepanza tra i numeri ufficiali delle scarcerazioni dei prigionieri politici e quelli verificati dalle ONG, che denunciano oltre mille persone ancora in cella. La Farnesina stima che vi siano 24 italiani in attesa di rilascio, mentre cresce l'allarme per circa 200 'desaparecidos' di cui non si hanno notizie da anni. I prigionieri liberati sono spesso soggetti a restrizioni della libertà di parola e l'attenzione internazionale sembra essersi spostata dai diritti umani agli interessi petroliferi. Questa situazione evidenzia la drammatica precarietà dei diritti civili nel Paese e il rischio di oblio per i detenuti stranieri e locali.
L'articolo analizza la delicata situazione dei cittadini italiani detenuti in Venezuela, tra cui il cooperante Alberto Trentini e il giornalista Biagio Pilieri, in un contesto di forti tensioni tra la presidenza ad interim di Delcy Rodríguez e il ministro dell’Interno Diosdado Cabello. Nonostante i segnali di apertura verso gli Stati Uniti e la possibile revisione dei casi, la Farnesina appare incerta sui numeri reali dei prigionieri, attirandosi critiche per la gestione comunicativa del dossier. La famiglia di Trentini ha richiesto il silenzio mediatico per evitare che strumentalizzazioni politiche compromettano le trattative per la scarcerazione. Questa vicenda mette in luce le difficoltà della diplomazia italiana e l'urgenza di una mappatura affidabile dei detenuti per garantire il rispetto dei diritti umani.