L'articolo analizza gli 'Enhanced Games', competizioni dove il doping è permesso, vedendoli come riflesso di una società che esalta la forza pura sopra ogni regola. Gabriele Segre spiega che trasformare l'infrazione in 'ottimizzazione' segna una rivoluzione culturale dell'illimitato che influenza anche la politica e l'etica pubblica. In questo contesto, le istituzioni e i limiti morali non sono più visti come garanzie, ma come ostacoli che i più forti si sentono legittimati a superare. L'autore avverte che questa accettazione dell'onnipotenza riduce la capacità della società di giudicare e contenere il potere. Ciò evidenzia la necessità urgente di ripristinare il valore dei limiti condivisi per evitare che i cittadini diventino semplici spettatori passivi.
Goffredo Buccini analizza la crisi del diritto internazionale, osservando come le norme globali cedano sistematicamente di fronte agli interessi delle potenze dominanti. L'autore, scrivendo per il Corriere della Sera, evidenzia l'approccio dell'amministrazione Trump e le ipocrisie storiche di attori come Russia e Cina, sottolineando che senza potere coercitivo i trattati internazionali rischiano di diventare irrilevanti. Il ritorno alla realpolitik e alle sfere d'influenza suggerisce un regresso verso un ordine mondiale governato dalla forza anziché da regole condivise. Questo scenario mette in luce una fragilità strutturale del sistema internazionale che richiede una riflessione urgente sulla reale tenuta della legalità globale.
L'articolo analizza l'attuale crisi dell'ordine mondiale, descrivendo un'epoca dominata da leader nazionalisti e 'cesaristi' che mettono in discussione le istituzioni multilaterali e il diritto internazionale. L'autrice evidenzia il pericoloso legame storico tra i conflitti bellici e l'inflazione, ricordando come l'instabilità economica possa favorire l'ascesa di regimi autoritari. Inoltre, vengono esaminati i rischi legati alle politiche daziarie e alla possibile esplosione della bolla speculativa dell'intelligenza artificiale, che minacciano la tenuta delle democrazie liberali. Questa analisi sottolinea l'urgente necessità di monitorare i nessi tra economia e potere politico per evitare che la legge del più forte prevalga definitivamente sul diritto globale.
L'articolo analizza il saggio 'Tecnofascismo' di Donatella Di Cesare, che esplora l'emergere di un nuovo modello autoritario basato sulla fusione tra etnocrazia e tecnocrazia, esemplificato dalla politica di Donald Trump. Questa deriva trasforma la democrazia in un regime di esclusione che colpisce le minoranze e promuove lo 'sciovinismo del benessere' a favore dei soli cittadini nativi. Di Cesare propone come alternativa un'etica della responsabilità basata sulla solidarietà e sulla cura dell'altro per superare il sovranismo identitario. Questa riflessione evidenzia i rischi di una trasformazione illiberale delle democrazie contemporanee verso forme di nazionalismo escludente.