Quella mescolanza esplosiva di ipermoderni e regressivi
Roberto Ciccarelli
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Il Manifesto
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Riassunto
L'articolo analizza il saggio 'Tecnofascismo' di Donatella Di Cesare, che esplora l'emergere di un nuovo modello autoritario basato sulla fusione tra etnocrazia e tecnocrazia, esemplificato dalla politica di Donald Trump. Questa deriva trasforma la democrazia in un regime di esclusione che colpisce le minoranze e promuove lo 'sciovinismo del benessere' a favore dei soli cittadini nativi. Di Cesare propone come alternativa un'etica della responsabilità basata sulla solidarietà e sulla cura dell'altro per superare il sovranismo identitario. Questa riflessione evidenzia i rischi di una trasformazione illiberale delle democrazie contemporanee verso forme di nazionalismo escludente.
L'articolo denuncia la violenta deriva autoritaria degli Stati Uniti nel 2025, esemplificata dall'esecuzione di Renee Nicole Good da parte di un agente federale dell'Ice. L'autore critica l'abbandono del diritto internazionale nelle manovre geopolitiche e l'uso dell'intimidazione come metodo di governo, definendo il Paese una 'democratura'. Il testo evidenzia come le istituzioni democratiche vengano svuotate di senso per diventare strumenti di oppressione e forza muscolare. Questa analisi mette in luce una crisi profonda dei valori democratici tradizionali di fronte a un nuovo autoritarismo esibito.
L’autore analizza l’inedita crisi globale scaturita dall’intreccio tra il declino delle democrazie e il crollo dell’ordine internazionale stabilito dopo la Seconda guerra mondiale. Grandi potenze come Stati Uniti, Russia e Israele vengono citate per aver intrapreso azioni che ignorano i trattati internazionali, mescolando operazioni di polizia e conflitti bellici per scopi territoriali. Parallelamente, anche democrazie storiche come quella americana mostrano una preoccupante deriva autoritaria, con un indebolimento dei sistemi di controllo a favore di un potere esecutivo sempre più arbitrario. Questa regressione verso una divisione del mondo in imperi governati dalla forza mette in luce la fragilità delle attuali istituzioni globali. Tale scenario evidenzia l'urgente necessità di ripensare i meccanismi di tutela del diritto internazionale e della tenuta democratica interna.
Walter Veltroni analizza il declino dell'ordine internazionale multilaterale, evidenziando come il ritorno alla politica di potenza metta in pericolo le istituzioni democratiche globali. L'autore sostiene che l'abbandono delle regole condivise a favore della forza militare legittimi le mire espansionistiche di diverse potenze, erodendo le libertà individuali. La democrazia è descritta come sotto assedio da parte di nuove ideologie radicali che sfruttano la tecnologia per trasformare la società in una struttura autoritaria. Veltroni conclude invitando l'Europa a non restare inerme e a difendere i valori del dialogo e del pluralismo. Questa analisi evidenzia la fragilità degli equilibri mondiali contemporanei e la necessità di una difesa attiva della democrazia.