Gianni Oliva analizza la crisi del diritto internazionale, segnalando il passaggio da un sistema di regole collettive nate dopo il 1945 a un ritorno alla pura legge del più forte. L'autore critica duramente l'approccio di Donald Trump, accusandolo di smantellare ottant'anni di diplomazia e istituzioni attraverso azioni unilaterali e una retorica basata sulla supremazia militare. Questo scenario umilia lo sforzo etico delle generazioni passate e sostituisce il confronto democratico con l'arbitrio di chi possiede gli arsenali più potenti. L'articolo conclude invitando l'opinione pubblica e la politica alla partecipazione attiva come unico contrappeso necessario all'uso della forza, richiamando l'urgenza di non restare indifferenti di fronte a questi cambiamenti straordinari.
L'articolo analizza le conseguenze dell'attacco statunitense in Venezuela, mettendo in guardia contro la tentazione di dichiarare la fine definitiva del diritto internazionale a favore della forza. Tommaso Greco sostiene che arrendersi alla "legge del più forte" favorisca solo chi viola le regole, ricordando che il diritto dipende dalla volontà e dai comportamenti di chi deve applicarlo. L'autore invita l'Europa a non cedere alla logica del riarmo, ma a farsi custode del patrimonio giuridico globale per ripristinare un ordine basato sulle regole. Questa riflessione evidenzia la necessità di non legittimare la violenza come unico strumento di regolazione dei conflitti globali.
L'articolo analizza la crescente assertività della politica estera di Donald Trump, che spazia dalle rinnovate mire sulla Groenlandia fino alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela. Mentre gli Stati Uniti agiscono con estrema rapidità ignorando il diritto internazionale, i leader europei appaiono divisi tra chi condanna i metodi americani e chi, come il governo italiano, tende a giustificarli come legittimi. L'autore sottolinea come la frammentazione politica del Vecchio Continente renda difficile contrastare un'amministrazione americana sempre più determinata e spregiudicata. Questa situazione evidenzia l'urgenza per l'Europa di trovare una coesione strategica per evitare di essere travolta dall'unilateralismo statunitense.
L'autore analizza la recente operazione militare statunitense in Venezuela, definendo la cattura del presidente Maduro un atto di forza che ignora le basi del diritto internazionale. Sebbene presentata come un'azione giudiziaria, l'iniziativa di Trump viola la sovranità territoriale e crea un precedente in cui la potenza militare prevale sulla legalità e sulla cooperazione tra Stati. L'articolo evidenzia il passaggio verso una fase storica dove il raggiungimento del risultato giustifica ogni mezzo, indebolendo le istituzioni preposte alla risoluzione diplomatica delle crisi. Questa deriva sottolinea una preoccupante erosione dei principi giuridici che regolano i rapporti tra le nazioni.