Di trasferimenti e riorganizzazione dei circuiti detentivi

Riassunto

L'articolo critica i trasferimenti improvvisi di detenuti dovuti alla riorganizzazione delle strutture carcerarie, che spezzano percorsi di riabilitazione e legami familiari faticosamente costruiti. L'autrice sottolinea come la gestione carceraria sia ormai dominata da logiche numeriche e di sicurezza, trascurando il mandato costituzionale della rieducazione della pena. Viene inoltre evidenziata la condizione critica dei detenuti al 41-bis e dei malati anziani, le cui necessità umane e di salute vengono sacrificate in nome di una visione puramente punitiva. Questo scenario solleva una questione urgente sulla conformità del sistema penale italiano ai principi di umanità e reinserimento sociale.

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