Il Villaggio modello dei Rom che Milano vuole cancellare
Vincenzo Romania e Tommaso Bertazzo
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Il Manifesto
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Riassunto
Il Villaggio delle Rose a Milano ospita cinquanta famiglie rom harvati, cittadini italiani che hanno trasformato un insediamento temporaneo in una comunità di case curate e stabili. Nonostante la proposta degli abitanti di costituirsi in una cooperativa a proprietà indivisa per riqualificare l'area con il supporto di noti architetti, l'amministrazione comunale ha confermato l'ordinanza di sgombero per motivi burocratici e ambientali. La decisione ignora un modello innovativo di integrazione abitativa, spingendo famiglie radicate nel territorio verso l'accoglienza emergenziale o la precarietà. Questo caso mette in luce la difficoltà delle istituzioni italiane nel superare la logica dei campi attraverso soluzioni di coabitazione solidale e riscatto sociale.
L'articolo analizza il rapporto 2026 del Tavolo Asilo e Immigrazione, denunciando i CPR come "istituzioni totali" strutturalmente degradate e lesive dei diritti fondamentali. Il monitoraggio evidenzia un'inquietante opacità amministrativa che ostacola le ispezioni, oltre all'inagibilità di quasi la metà dei posti disponibili a causa di rivolte e mancanza di manutenzione. Nonostante l'obiettivo dichiarato delle espulsioni, il sistema si dimostra radicalmente inefficace e opera costantemente al di sotto delle sue capacità effettive. Questa situazione mette in luce l'urgenza di superare un modello detentivo che appare non solo disumano, ma anche funzionalmente inutile per lo Stato.
Massimo Lensi e Dimitrij Palagi
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palagixfirenze.it
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L'articolo analizza la recente pronuncia della Corte Costituzionale sulla liberazione anticipata e le gravi carenze strutturali del carcere di Sollicciano, emerse drasticamente dopo un recente incendio. Gli autori criticano il modello del 'carcere volano' e i tentativi di privatizzazione dell'esecuzione penale, promuovendo invece il principio del diritto penale minimo. La proposta centrale è quella di puntare sulla decarcerazione e su pene alternative che rendano finalmente effettivo il fine rieducativo previsto dall'articolo 27 della Costituzione. Questo contributo sottolinea l'urgenza di una riforma che consideri la detenzione solo come extrema ratio per garantire la dignità umana e la legalità.
La Corte d’Appello di Milano ha negato la convalida del trattenimento in un CPR per un giovane egiziano, ex minore non accompagnato, sottolineando la mancanza di una valutazione individuale della sua posizione. Il provvedimento critica l'autorità amministrativa per non aver motivato l'assoluta necessità della detenzione né considerato misure alternative, come richiesto dalla normativa europea e nazionale. Il caso mette in luce le gravi carenze informative fornite ai minori stranieri nel passaggio alla maggiore età. Questa decisione ribadisce l'importanza della tutela dei diritti individuali e della dignità umana rispetto agli automatismi della detenzione amministrativa.