Caso Pifferi. “Il diritto non può più ignorare la pena inflitta dai media”

Riassunto

La Corte d’Assise d’appello di Milano ha riconosciuto per la prima volta le 'attenuanti mediatiche' nel caso Pifferi, riducendo la pena dall'ergastolo a 24 anni a causa della gogna mediatica subita dall'imputata. L'esperto Vittorio Manes spiega che questa sentenza trasforma il processo mediatico da fenomeno sociologico a problema giuridico, evidenziando come la spettacolarizzazione influenzi negativamente testimoni, consulenti e la presunzione di innocenza. La decisione denuncia il rischio di una 'giustizia senza processo' che trasforma il diritto in intrattenimento, violando i principi fondamentali della civiltà giuridica. Questo precedente rappresenta un passo cruciale per la tutela del giusto processo contro le distorsioni della narrazione mediatica contemporanea.

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