Sicurezza, Salvini spinge sul “super decreto”. Ma l’emergenza è smentita dai dati
Mauro Bazzucchi
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Il Dubbio
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Riassunto
Il governo accelera sulle nuove norme per armi da taglio e rimpatri, spinto dalla competizione politica tra Lega e Fratelli d’Italia dopo i recenti fatti di cronaca a La Spezia. Mentre Matteo Salvini preme per un decreto legge immediato e restrittivo anche sui minori, Palazzo Chigi valuta i rischi giuridici legati ai requisiti di urgenza necessari per evitare rilievi dal Quirinale. Nonostante il forte allarme sociale, i dati ufficiali del Viminale mostrano un calo degli omicidi nel 2025, evidenziando una discrepanza tra percezione pubblica e realtà statistica. La vicenda sottolinea come la sicurezza sia diventata un terreno di scontro identitario per il consenso elettorale all'interno della maggioranza. Questo mette in luce la difficoltà di conciliare la reazione emotiva alle emergenze con una pianificazione legislativa basata su dati oggettivi.
Il governo Meloni sta definendo un nuovo pacchetto sicurezza che unisce un decreto e un disegno di legge, con l'obiettivo di velocizzare le espulsioni dei migranti e contrastare l'emergenza lame tra i giovanissimi. Le nuove norme prevedono pene più severe per il porto di coltelli, inclusa la possibilità di arresto in flagranza per i minori, e l'estensione dell'ammonimento del Questore per la fascia 12-14 anni. Parallelamente, il testo punta a rafforzare le tutele legali e i rinnovi contrattuali per le forze dell'ordine, pur nel timore di possibili rilievi di costituzionalità da parte del Quirinale. Questa iniziativa evidenzia la priorità del governo nel rispondere alla percezione di insicurezza urbana attraverso un inasprimento delle misure preventive e repressive.
Il governo italiano appare diviso sul nuovo pacchetto sicurezza di Piantedosi, con la Lega che invoca misure restrittive immediate dopo l'omicidio di uno studente a La Spezia e Fratelli d’Italia che invita alla cautela citando il calo generale dei reati. Il provvedimento punta su un approccio repressivo che colpisce soprattutto minori e migranti, introducendo anche scudi legali per le forze dell'ordine che potrebbero limitare l'azione della magistratura. Le opposizioni criticano duramente la proposta, definendola una manovra propagandistica che ignora la prevenzione sociale a favore di una 'legislazione del nemico'. Questa tendenza a reagire emotivamente ai fatti di cronaca con nuove norme penali rappresenta un rischio concreto per la tenuta dello Stato di diritto in Italia.
Il governo Meloni sta definendo i contenuti del nuovo pacchetto Sicurezza, valutando quali norme inserire in un decreto d'urgenza e quali in un disegno di legge parlamentare. La Lega preme per una linea dura con un 'super decreto' che includa sanzioni contro le baby gang e il rimpatrio di minori stranieri, mentre il Viminale e il sottosegretario Mantovano invitano alla cautela giuridica. Sullo sfondo si delineano le ambizioni politiche di Matteo Salvini, che mira a tornare alla guida del Ministero dell’Interno dopo i recenti sviluppi giudiziari. Questa dinamica riflette la tensione tra la ricerca di consensi immediati e la necessità di garantire la tenuta costituzionale delle leggi.