Nordio: “Con i minori serve equilibrio, non crudeltà. La riforma? Dalle opposizioni è una continua litania”
Riassunto
Il Guardasigilli Carlo Nordio ha presentato alla Camera un bilancio sull'attività della giustizia, ribadendo la necessità di un sistema equilibrato e la difesa della riforma costituzionale contro le critiche di sottomissione dei magistrati all'esecutivo. Tra i risultati citati figurano l'attuazione del Pnrr per oltre il 70% delle risorse e un piano di assunzioni per stabilizzare 6.000 unità di personale. Sul fronte delle carceri, il Ministro ha riconosciuto che, nonostante un calo del 10%, il fenomeno dei suicidi resta un intollerabile fallimento dello Stato. Nordio ha inoltre invocato buon senso per contrastare la criminalità minorile, evitando sia la repressione estrema che l'indulgenza sociologica. Questo intervento evidenzia le sfide cruciali per modernizzare e rendere più efficiente il sistema giudiziario italiano.
La Stampa, 22 gennaio 2026
Il Guardasigilli non ha dubbi: la giustizia dev’essere “equilibrata e proporzionata”. Riforma costituzionale della giustizia, impiego dei fondi Pnrr, situazione delle carceri. Il bilancio del Guardasigilli Carlo Nordio, questa mattina alla Camera, si alterna tra “risultati raggiunti” e obiettivi per il futuro”. Poi un accenno, inevitabile dopo i fatti di cronaca di questi giorni, ai provvedimenti per contrastare la criminalità minorile in aumento. Sul tema degli adolescenti violenti, che ammazzano, umiliano, seviziano, il ministro sceglie la via del “buon senso” e lancia un appello: evitare “l’estremizzazione enfatica” di chi da un lato” invoca la repressione crudele” e di chi dall’altro “svilisce il problema in termini di sociologica indulgenza”.
Il Guardasigilli non ha dubbi: la giustizia dev’essere “equilibrata e proporzionata”. E per rafforzare il concetto si sofferma sull’immagine della Giustizia con in mano la bilancia e la spada. “Non ci dovranno essere sanzioni tiranniche, ma la certezza della pena è essenziale per la credibilità dello Stato e nell’interesse dei minori”. Poi aggiunge: “I provvedimenti che prenderemo - adesso non so quando né come, ma certamente li prenderemo - sarà ispirato a questi principi”.
Tema centrale, nella relazione del ministro, è la riforma della giustizia. E Nordio abbandona la flemma: “Ci accusano, dicono che nella nostra riforma c’è un vulnus alla Costituzione, che vogliamo sottomettere il pubblico ministero all’esecutivo. È una petulante litania di fronte alla quale non c’è possibilità di replica”. L’aula rumoreggia. Il presidente di turno Fabio Rampelli interviene: “È la parola litania ad avervi disturbato? Allora poi andiamo a studiarla insieme. Quando sarà il vostro turno parlerete”. Il Guardasigilli riprende la parola: “Davvero non trovo quale altro aggettivo possa essere utilizzato. Non attribuiteci intenzioni eversive e magari nostalgiche che non abbiamo”.
La relazione procede. Nordio spiega: “Non è solo un bilancio di quanto realizzato, ma soprattutto una dichiarazione di intenti per il futuro”. Si parte dall’attuazione del Pnrr: su un totale di circa 3 miliardi di risorse, “risultano già effettuati pagamenti per il 72,91%”. Il Guardasigilli si sofferma sulla riduzione dell’arretrato civile, sulla digitalizzazione del processo (che sta sollevando diverse polemiche per la difficoltà nell’utilizzo dell’applicazione promossa dal ministero), sugli investimenti in edilizia giudiziaria. Sulle assunzioni, il ministro assicura: “La procedura di stabilizzazione del personale Pnrr si sostanzierà in un ampio impegno aggiuntivo di almeno 225 milioni di euro di risorse nazionali per l’assunzione di almeno 6mila persona (5.200 di area funzionari e 800 di area assistenti)”. E ancora. “Con la legge di bilancio abbiamo previsto la possibilità di scorrere la graduatoria della stabilizzazione ulteriormente per tre anni”.
Sul fronte carceri, il Guardasigilli difende l’operato del governo: “Abbiamo proseguito il piano di potenziamento infrastrutturale, sia attraverso la creazione di nuove strutture sia attraverso il recupero e la riattivazione di quelle esistenti, ma indisponibili: a ciò si aggiunge l'adeguamento degli istituti, rimodulando interventi per circa 166 milioni di euro”. Problema risolto? “Le problematiche da risolvere sono ancora tante”. Aspetti tecnici e aspetti umani, come le storie di fragilità dei detenuti che in cella si tolgono la vita. “I suicidi in carcere - dichiara il ministro - sono un fenomeno con cui ci siamo ripetutamente confrontati e che rappresenta un fallimento dello Stato: il trend si è invertito e quest'anno sono diminuiti del 10%, per quanto i numeri restino alti e intollerabili”.
A tenere banco alla Camera è la discussione sulla riforma della giustizia. E il ministro torna a commentare le esternazioni dello storico Alessandro Barbero. Sui social, nei giorni scorsi, lo studioso aveva postato un video per spiegare le ragioni del suo “no” al referendum: il rischio, aveva detto, è di avere dei magistrati “che prendono ordini e che possono essere puniti dal governo”. La riflessione non era piaciuta al Guardasigilli che, arrivando a Montecitorio per partecipare a un convegno, l’aveva definita “eccentrica”. Oggi Nordio torna sull’argomento: “Di fronte alle osservazioni del professor Barbero mi sono limitato a dire una cosa: gli storici spesso danno interpretazioni eccentriche sugli eventi”. Il ministro ribadisce di non voler entrare in polemica, spiega che con lo storico non solo non c’è stato “nessun scontro” ma di non aver “mai avuto l’onore di conversare con il professore”, difende la sua “libertà di replicare a un intervento improprio”, sottolinea di essersi limitato alla scelta del termine “eccentriche. Erodoto credeva negli oracoli ed è stato Tucidite a portarlo sulla retta via e l'ultima interpretazione eccentrica l'ha data un grande storico inglese, Ian John Percivale Taylor, secondo il quale la seconda guerra mondiale non era stata voluta da Hitler ma era nata per l'aggressività delle potenze occidentali. Però da qui a dire che ho impostato una polemica…”.