Nordio relaziona sulla giustizia e manda in tilt il Pd su Bettini e il referendum
Ermes Antonucci
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Il Foglio
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Riassunto
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato la relazione annuale al Parlamento, evidenziando le forti tensioni con l'opposizione riguardo al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Durante l'intervento, Nordio ha difeso l'indipendenza del pubblico ministero e ha riportato i progressi nell'utilizzo dei fondi PNRR, con il 72,9% delle risorse già impiegate per la digitalizzazione e la riduzione degli arretrati. Tuttavia, l'obiettivo di ridurre del 40% la durata dei procedimenti civili entro il 2026 appare ancora lontano, e rimangono criticità irrisolte sul fronte del sovraffollamento carcerario. La relazione evidenzia il contrasto tra i successi burocratici legati all'Europa e le profonde divisioni politiche che rallentano le riforme strutturali in Italia.
Durante le comunicazioni in Parlamento, il Ministro della Giustizia Nordio ha rivendicato i progressi nell'uso dei fondi PNRR e la drastica riduzione dell'arretrato civile, ma ha acceso un duro scontro con le opposizioni definendo «petulanti» i timori sulla separazione delle carriere. Sul tema carcerario, Nordio ha registrato un calo dei suicidi del 10% pur ammettendo il fallimento dello Stato, mentre la maggioranza ha respinto le richieste di +Europa per misure urgenti contro il sovraffollamento e del PD per una campagna informativa sul referendum. Le opposizioni hanno criticato aspramente la mancanza di riferimenti all'articolo 27 della Costituzione e la deriva «panpenalistica» del Governo. Questa situazione evidenzia una polarizzazione politica che rischia di rallentare soluzioni concrete per l'emergenza carceraria italiana.
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato in Parlamento una relazione ottimistica sullo stato della giustizia, rivendicando successi nel PNRR e l'efficacia deterrente del decreto rave. La seduta è stata segnata da un duro scontro con la deputata Debora Serracchiani riguardo a un'inchiesta di Report su presunti software spia nei computer dei magistrati, portando il Guardasigilli a minacciare querele. Le opposizioni e l'Associazione Nazionale Magistrati hanno contestato questa visione, segnalando invece gravi carenze di personale, sovraffollamento carcerario e inefficienze informatiche. Questo confronto mette in luce la distanza tra la narrazione istituzionale e le criticità strutturali che affliggono quotidianamente il sistema giudiziario italiano.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato che il referendum sulla riforma della giustizia si terrà probabilmente nella seconda metà di marzo, definendo "superflua" la raccolta firme in corso. Nordio ha ammesso di aver preferito rispondere alle critiche tramite un libro di prossima uscita piuttosto che nel dibattito parlamentare per accelerare i tempi, scatenando dure reazioni da parte di opposizioni e magistrati. Sul fronte operativo, il governo prevede di stabilizzare solo la metà dei 12.000 funzionari assunti con il Pnrr, lasciando incerto il futuro di molti precari nei tribunali. Questa situazione evidenzia una preoccupante tensione tra l'esecutivo e le istituzioni parlamentari, sollevando interrogativi sulla tutela dei processi democratici.