Il Bollettino

Il Bollettino: Il tradimento della giustizia minorile e lo scudo della repressione

Analisi dell'VIII Rapporto Antigone e delle nuove strette normative del Decreto Sicurezza

La giornata di oggi è segnata da un paradosso inquietante: mentre i dati reali descrivono un’Italia tra i paesi meno criminali d’Europa per quanto riguarda i minori, la risposta istituzionale si fa sempre più muscolare. Il tema centrale è l’VIII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, significativamente intitolato "Io non ti credo più". Come riportato da Susanna Marietti su Il Fatto Quotidiano e da Simone Libutti su Il Domani, negli ultimi tre anni le presenze negli Istituti Penali Minorili (IPM) sono aumentate del 50%, raggiungendo livelli di sovraffollamento mai visti prima.

Questo fenomeno non è figlio di un'emergenza criminale — gli omicidi commessi da minori sono stabili o in calo — ma della precisa scelta politica impressa dal Decreto Caivano. Enrico Cicchetti su Il Foglio sottolinea come si stia smantellando un'eccellenza mondiale: la nostra giustizia minorile, un tempo vocata alla rieducazione, sta scivolando verso un modello meramente punitivo. Una tesi supportata anche da Vittorio Coletti su huffingtonpost.it, che vede in questa deriva il sintomo di una società che invecchia e percepisce i giovani non come futuro, ma come minaccia. Di segno opposto la lettura di Pasquale Napolitano su Il Giornale, che difende il provvedimento parlando di risultati positivi nel contrasto alle baby gang e accusando l'opposizione di chiedere impunità.

Parallelamente, il sistema penale per adulti non gode di salute migliore. Damiano Aliprandi su Il Dubbio documenta il rapporto della Corte di Strasburgo: l’Italia ha incassato 62 condanne nel 2025 per violazioni dei diritti fondamentali, tra processi iniqui e trattamenti disumani. In questo clima si inserisce il nuovo Decreto Sicurezza, analizzato da Rinaldo Frignani sul Corriere della Sera, che introduce uno 'scudo penale' per le forze dell'ordine impegnate in servizio. Un tema, quello della tutela degli agenti, che si intreccia con la cronaca di Rogoredo, dove Paola Balducci (Il Dubbio) ammonisce a non confondere la necessaria sicurezza con una pericolosa immunità.

Non mancano le ferite aperte dalla burocrazia: il Coordinamento Carcere Due Palazzi su Ristretti Orizzonti denuncia come trasferimenti improvvisi di detenuti in Alta Sicurezza stiano distruggendo percorsi rieducativi pluriennali, portando a gesti estremi come quello di Pietro Marinaro. In questo scenario cupo, resta solo l'esempio di Jacopo Natale, il ristoratore veronese citato dal Corriere di Verona, che entra in carcere per offrire lavoro, ricordandoci che il reinserimento sociale è l'unico vero antidoto alla recidiva.


Rassegna Stampa

Giustizia Minorile: Il Rapporto Antigone e l'effetto Caivano

Il sistema della giustizia minorile italiana vive una fase di profonda trasformazione, segnata dal sovraffollamento strutturale degli istituti (Ipm). Enrico Cicchetti su Il Foglio evidenzia il paradosso di un'Italia che ha tassi di criminalit minorile inferiori alla media europea ma una risposta repressiva senza precedenti. Susanna Marietti, dalle colonne de Il Fatto Quotidiano, parla apertamente di un "panico morale" alimentato per coprire il disinvestimento nelle politiche sociali. Di segno opposto la lettura di Pasquale Napolitano su Il Giornale, secondo cui il Decreto Caivano sta funzionando proprio nel ridurre i reati tra i giovanissimi, nonostante le critiche delle opposizioni. Infine, Simone Libutti su Il Domani sottolinea come la crescita del disagio sia testimoniata dal raddoppio dell'uso di psicofarmaci tra i minori detenuti.

Chi ha paura dei ragazzi. Come il Decreto Caivano ha piegato la giustizia minorile

Enrico Cicchetti · Il Foglio

Giustizia minorile: pi che la criminalit esplode la stretta repressiva

Susanna Marietti · Il Fatto Quotidiano

"Un sistema che non rieduca pi "

Simone Libutti · Il Domani

Il dl Caivano funziona. Ma il Pd si lamenta

Pasquale Napolitano · Il Giornale

Sicurezza e Scudi Penali

Il nuovo pacchetto sicurezza introduce norme che ridefiniscono il rapporto tra forze dell'ordine e magistratura. Rinaldo Frignani sul Corriere della Sera illustra i dettagli della "annotazione preliminare", un meccanismo che evita l'iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce in presenza di cause di giustificazione. Tuttavia, il caso dell'agente indagato a Rogoredo ha riacceso il dibattito: Paola Balducci su Il Dubbio ammonisce sui pericoli di confondere la sicurezza con l'immunit , ribadendo che l'accertamento giudiziario è l'unica garanzia per lo Stato di diritto. Parallelamente, Roberta Polese sul Corriere del Veneto riporta le tensioni sul ddl Stefani-Zanettin, accusato dalle opposizioni di voler mettere "le mani della politica" sulle priorit investigative delle Procure.

Sicurezza, pene pi dure, tutele e novit . Dentro il testo

Rinaldo Frignani · Corriere della Sera

Guai confondere sicurezza e immunit : è questa la tragica lezione di Rogoredo

Paola Balducci · Il Dubbio

Giustizia, la legge “veneta” che detta l’agenda ai pm: a quali reati dare la precedenza

Roberta Polese · Corriere del Veneto

Condanne Internazionali e Diritti Fondamentali

Il bilancio dei rapporti tra Italia e Corte Europea dei Diritti dell'Uomo rimane critico. Damiano Aliprandi su Il Dubbio analizza le 62 condanne ricevute nel 2025, ponendo l'accento sul caso Morabito: un detenuto novantenne con Alzheimer mantenuto al 41-bis nonostante l'incapacit neurologica. Al dramma delle condanne si aggiunge quello dei trasferimenti improvvisi nei circuiti di Alta Sicurezza. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi descrive su Ristretti Orizzonti lo smarrimento e il dolore per la "cesura drammatica" dei percorsi rieducativi di detenuti come Pietro Marinaro, che ha scelto il suicidio dopo essere stato strappato ai laboratori e alle relazioni umane costruite negli anni.

Cedu, celle disumane e malagiustizia: 62 condanne in un anno

Damiano Aliprandi · Il Dubbio

I detenuti di Alta Sicurezza trasferiti da Padova: storie di rieducazione e di cambiamento. Che sono state improvvisamente cancellate. (2-continua)

Coordinamento Carcere Due Palazzi · Ristretti Orizzonti

Iniziative di Reinserimento e Giustizia Riparativa

Nonostante le criticit del sistema, emergono modelli virtuosi di collaborazione tra carcere e societ civile. Marianna Peluso sul Corriere di Verona racconta la sfida dell'imprenditore Jacopo Natale, che entra a Montorio per assumere un aiuto cuoco, vedendo nella disciplina della cucina uno strumento di redenzione. Questo approccio si sposa con la difesa della giustizia riparativa promossa da esperti come Alberta, Ceretti e Valori su Il Dubbio: la riforma Cartabia va protetta dalle polemiche strumentali perché rappresenta una "giustizia mite" fondata sulla professionalit e sul riconoscimento del diritto dei condannati a intraprendere percorsi di riparazione.

Verona. Jacopo Natale, il ristoratore che fa colloqui di lavoro in carcere

Marianna Peluso · Corriere di Verona

Giustizia riparativa, la riforma Cartabia va difesa e le polemiche non servono a risolvere le criticità

Valentina Alberta, Adolfo Ceretti, Chiara Valori · Il Dubbio