Viterbo. Suicida in carcere Abdullah Atik. “Era un detenuto fragile”

Riassunto

Abdullah Atik, un ventiseienne turco detenuto per traffico d'armi, si è tolto la vita nel carcere di Mammagialla a Viterbo nonostante fosse monitorato per la sua fragilità psichica. L'episodio riaccende il dibattito sulle criticità della struttura, che presenta un sovraffollamento del 72% e una carenza di organico della polizia penitenziaria pari al 42%. Il giovane era stato coinvolto in un'operazione antiterrorismo legata alla processione di Santa Rosa, sebbene le indagini si fossero poi orientate verso la criminalità comune. Questo tragico evento evidenzia l'urgenza di un intervento strutturale per affrontare il sovraffollamento e la carenza di personale nel sistema carcerario italiano.

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