Bommarito a casa a 89 anni e cieco: la cella è inumana
Damiano Aliprandi
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Il Dubbio
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Riassunto
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la detenzione domiciliare a Bennardo Bommarito, un ex esponente mafioso di 89 anni, cieco e gravemente malato, dopo trentatré anni di carcere. I giudici hanno stabilito che la prosecuzione della pena in cella avrebbe costituito un trattamento inumano e degradante, superando i pareri contrari delle autorità antimafia grazie ai principi costituzionali sulla tutela della salute. La sentenza ribadisce che il diritto alla dignità umana deve prevalere anche nei casi di ergastolo ostativo quando non sussiste un pericolo reale e attuale. Questa decisione evidenzia la necessità per il sistema penale italiano di bilanciare la sicurezza sociale con il rispetto fondamentale dei diritti dell'individuo.
L'articolo analizza la recente scarcerazione di Danilo Coppola, evidenziando come le sue gravi condizioni di salute rendessero la detenzione a San Vittore un trattamento inumano e incompatibile con la finalità rieducativa della pena. L'autore cita l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha riconosciuto come il carcere non debba trasformarsi in una forma di tortura fisica o vendetta di Stato. Attraverso questo caso, viene denunciato il degrado sistemico e il sovraffollamento delle carceri italiane, dove molti altri detenuti vivono in condizioni simili di sofferenza gratuita. Questo evidenzia la necessità critica di una riforma profonda del sistema penale per allinearlo ai principi costituzionali di umanità e dignità.
L'autore analizza la sentenza n. 201 del 2025 della Corte Costituzionale, che ha ripristinato il dovere del magistrato di sorveglianza di valutare le istanze di liberazione anticipata, eliminando i vincoli di inammissibilità introdotti dal recente Decreto Legge 92/2024. La Consulta ha ribadito che la liberazione anticipata non è un semplice premio, ma uno strumento fondamentale per la rieducazione e il reinserimento sociale del detenuto, in linea con i principi di uguaglianza della Costituzione. La decisione sottolinea come lo Stato debba garantire valutazioni periodiche del percorso detentivo per incentivare il cambiamento positivo del condannato. Questa pronuncia riafferma con forza la funzione rieducativa della pena contro le tendenze puramente punitive della legislazione attuale.
L'articolo narra la vicenda di Marco Bondavalli, scarcerato in gravi condizioni di salute dal carcere di Montacuto grazie all'impegno di familiari e associazioni. Il caso si inserisce in un contesto drammatico che ha visto 238 decessi nelle carceri italiane nel 2025, aggravato da un sovraffollamento che conta oltre 63.000 detenuti a fronte di 45.000 posti reali. L'autore propone l'approvazione di una legge che obblighi le ASL a pubblicare rapporti semestrali sulla situazione sanitaria di ogni istituto penitenziario per garantire trasparenza e cure adeguate. Questa situazione solleva una questione critica sulla tutela del diritto alla salute e sulla dignità umana all'interno del sistema carcerario italiano.