Bommarito a casa a 89 anni e cieco: la cella è inumana

Riassunto

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la detenzione domiciliare a Bennardo Bommarito, un ex esponente mafioso di 89 anni, cieco e gravemente malato, dopo trentatré anni di carcere. I giudici hanno stabilito che la prosecuzione della pena in cella avrebbe costituito un trattamento inumano e degradante, superando i pareri contrari delle autorità antimafia grazie ai principi costituzionali sulla tutela della salute. La sentenza ribadisce che il diritto alla dignità umana deve prevalere anche nei casi di ergastolo ostativo quando non sussiste un pericolo reale e attuale. Questa decisione evidenzia la necessità per il sistema penale italiano di bilanciare la sicurezza sociale con il rispetto fondamentale dei diritti dell'individuo.

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