Su spinta di Delmastro, Nordio bacchetta i parlamentari sulle visite in carcere
Ginevra Leganza e Nicolò Zambelli
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Il Foglio
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Riassunto
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere per richiamare i parlamentari al rispetto delle norme durante le visite nelle carceri, invitando a non trasformare i colloqui conoscitivi in vere e proprie interviste. L'iniziativa, nata su impulso del sottosegretario Delmastro dopo una visita di alcuni esponenti del M5S a Verona, è stata duramente contestata dalle opposizioni come un'indebita interferenza nelle prerogative ispettive dei membri del Parlamento. I parlamentari coinvolti hanno respinto le accuse di irregolarità, definendo la comunicazione un atto arrogante che rischia di limitare la trasparenza all'interno degli istituti di pena. Questa vicenda solleva un interrogativo cruciale sul delicato equilibrio tra il potere esecutivo e la funzione di controllo parlamentare sulla realtà carceraria italiana.
L'articolo denuncia l'aggravarsi dell'emergenza carceraria in Italia, segnata da cinque suicidi dall'inizio dell'anno e numerosi atti di autolesionismo, in particolare nel carcere di Padova. Le opposizioni criticano duramente il Ministro Nordio per aver evitato il confronto in Aula e per una circolare del DAP che ostacola le attività trattamentali e l'accesso delle istituzioni locali nei penitenziari. Le proteste di attivisti e politici sottolineano come il sovraffollamento e la mancanza di prospettive future per i detenuti violino il dettame costituzionale sulla funzione rieducativa della pena. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di un intervento strutturale per garantire la dignità e la sicurezza nel sistema penitenziario italiano.
Durante le comunicazioni in Parlamento, il Ministro della Giustizia Nordio ha rivendicato i progressi nell'uso dei fondi PNRR e la drastica riduzione dell'arretrato civile, ma ha acceso un duro scontro con le opposizioni definendo «petulanti» i timori sulla separazione delle carriere. Sul tema carcerario, Nordio ha registrato un calo dei suicidi del 10% pur ammettendo il fallimento dello Stato, mentre la maggioranza ha respinto le richieste di +Europa per misure urgenti contro il sovraffollamento e del PD per una campagna informativa sul referendum. Le opposizioni hanno criticato aspramente la mancanza di riferimenti all'articolo 27 della Costituzione e la deriva «panpenalistica» del Governo. Questa situazione evidenzia una polarizzazione politica che rischia di rallentare soluzioni concrete per l'emergenza carceraria italiana.
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato in Parlamento una relazione ottimistica sullo stato della giustizia, rivendicando successi nel PNRR e l'efficacia deterrente del decreto rave. La seduta è stata segnata da un duro scontro con la deputata Debora Serracchiani riguardo a un'inchiesta di Report su presunti software spia nei computer dei magistrati, portando il Guardasigilli a minacciare querele. Le opposizioni e l'Associazione Nazionale Magistrati hanno contestato questa visione, segnalando invece gravi carenze di personale, sovraffollamento carcerario e inefficienze informatiche. Questo confronto mette in luce la distanza tra la narrazione istituzionale e le criticità strutturali che affliggono quotidianamente il sistema giudiziario italiano.