Cagliari. Carcere di Uta, visita degli avvocati: “Emergenza sovraffollamento”
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Riassunto
La Camera Penale di Cagliari e l'associazione Nessuno tocchi Caino denunciano il grave sovraffollamento del carcere di Uta, che ospita 725 detenuti a fronte di una capienza di 561 posti. La situazione sanitaria è definita critica a causa della carenza di psichiatri, dell'assenza di servizi per le dipendenze e della mancanza di un'ambulanza fissa nella struttura. Viene inoltre segnalato il caso drammatico di un giovane detenuto in sciopero della fame, simbolo delle gravi lacune nell'assistenza e nella tutela dei diritti fondamentali. Questa denuncia evidenzia l'urgenza di un intervento strutturale per garantire la dignità e il diritto alla salute all'interno del sistema carcerario italiano.
Una delegazione della Camera Penale di Cagliari e dell'associazione “Nessuno tocchi Caino” ha visitato il carcere di Uta, denunciando una situazione critica dovuta al sovraffollamento e a gravi carenze del servizio sanitario. L'istituto ospita 725 detenuti a fronte di una capienza di 561, con una preoccupante mancanza di psichiatri e servizi per le tossicodipendenze che compromettono la salute dei soggetti più fragili. Le polemiche aumentano anche a causa dell'imminente arrivo di 92 detenuti in regime di 41-bis, che metterebbe ulteriormente sotto pressione la struttura. Questo scenario evidenzia la necessità urgente di garantire il diritto alla salute e la dignità umana all'interno del sistema penitenziario.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza senza precedenti, con un tasso di sovraffollamento del 137,8% e punte critiche oltre il 200% in diverse strutture. L'articolo denuncia come il decreto Caivano abbia aggravato la situazione anche negli istituti minorili, mentre la carenza di agenti e personale sanitario rende il sistema vicino al collasso. Marcello Buttazzo critica l'inefficacia delle misure governative, evidenziando la trasformazione dei penitenziari in luoghi di abbandono per detenuti con disturbi psichici e dipendenze. Questa situazione evidenzia una crisi sistemica che richiede un'assunzione di responsabilità urgente da parte delle istituzioni per evitare una deriva umanitaria.
Il carcere di Massama a Oristano sta affrontando una grave crisi di sovraffollamento dopo il trasferimento di oltre 50 detenuti da Sassari e Roma, portando la popolazione carceraria a 297 unità a fronte di soli 264 posti disponibili. I sindacati e il Garante denunciano un clima di alta tensione che ha già causato disordini, sottolineando l'insufficienza dell'organico della polizia penitenziaria per gestire l'emergenza. Viene richiesto un intervento urgente dello Stato per migliorare le infrastrutture e garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità dei detenuti. Questa situazione evidenzia la necessità critica di una gestione coordinata delle risorse penitenziarie a livello nazionale per evitare che le strutture regionali collassino.