Firenze. Magistrati, volontari e Palazzo Vecchio: “Sollicciano ancora disumano”
Andrea Vivaldi
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La Repubblica
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Riassunto
Il carcere di Sollicciano apre il 2026 con un grave incendio che ha causato 26 intossicati, riaccendendo le polemiche sulle croniche carenze strutturali e igieniche dell'istituto. L'assessore Nicola Paulesu e vari esponenti della magistratura denunciano condizioni di vita disumane, caratterizzate da infiltrazioni, mancanza di riscaldamento e assenza di efficaci percorsi di reinserimento sociale. Nonostante i numerosi reclami e gli appelli delle associazioni, la struttura soffre di una grave inerzia istituzionale che compromette i diritti fondamentali dei detenuti. Questa situazione sottolinea una crisi profonda e non più rimandabile per il sistema carcerario italiano, dove il degrado strutturale ostacola ogni finalità rieducativa della pena.
L'articolo riporta la dura condanna delle istituzioni locali a seguito di un grave incendio divampato nel carcere di Sollicciano, un evento che mette nuovamente in luce il degrado strutturale della struttura. L'assessore Nicola Paulesu e il deputato Federico Gianassi hanno denunciato una situazione ormai insostenibile, chiedendo interventi urgenti e non più rinviabili a livello nazionale. Le criticità segnalate riguardano la sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali sia dei detenuti che del personale penitenziario. Questo episodio solleva ancora una volta la questione dell'emergenza cronica del sistema carcerario italiano e la necessità di una riforma profonda.
L'articolo descrive le condizioni critiche del carcere di Sollicciano, dove il malfunzionamento del riscaldamento e le infiltrazioni d’acqua hanno portato le temperature interne vicino allo zero. Agenti e detenuti sono costretti a vivere in ambienti gelidi e umidi a causa di infrastrutture obsolete, una situazione che ha già provocato incidenti pericolosi come un recente incendio causato da una stufetta. Sia il garante regionale Giuseppe Fanfani che la sindaca Sara Funaro denunciano l'invivibilità della struttura, sostenendo che l'unica soluzione definitiva sia l'abbattimento e la ricostruzione dell'edificio. Questa emergenza evidenzia una grave mancanza di dignità e sicurezza per chi vive e lavora nel sistema carcerario italiano.
Massimo Lensi e Dimitrij Palagi
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palagixfirenze.it
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L'articolo analizza la recente pronuncia della Corte Costituzionale sulla liberazione anticipata e le gravi carenze strutturali del carcere di Sollicciano, emerse drasticamente dopo un recente incendio. Gli autori criticano il modello del 'carcere volano' e i tentativi di privatizzazione dell'esecuzione penale, promuovendo invece il principio del diritto penale minimo. La proposta centrale è quella di puntare sulla decarcerazione e su pene alternative che rendano finalmente effettivo il fine rieducativo previsto dall'articolo 27 della Costituzione. Questo contributo sottolinea l'urgenza di una riforma che consideri la detenzione solo come extrema ratio per garantire la dignità umana e la legalità.