L'articolo analizza la cattura di Miguel Maduro da parte degli Stati Uniti, ipotizzando che il leader venezuelano possa trasformare il futuro processo in una tribuna politica contro l'imperialismo dell'amministrazione Trump. A differenza del caso Noriega, Maduro ha l'opportunità di presentarsi come un martire della rivoluzione sudamericana, ribaltando il ruolo da accusato ad accusatore per infiammare le piazze dell'America Latina. L'autore sottolinea il rischio che Washington abbia sottovalutato la capacità di Maduro di usare il tribunale come palco per una narrazione mitologica antiamericana. La vicenda mette in luce quanto sia sottile e pericoloso il confine tra giustizia internazionale e propaganda geopolitica.
Il rapporto 'Scarcerati ma non liberi' della Commissione Internazionale dei Giuristi denuncia l'uso repressivo delle misure cautelari in Venezuela per soffocare il dissenso politico. Nonostante il rilascio fisico, i cittadini restano vincolati a restrizioni severe, come l'obbligo di firma a Caracas e il divieto di espressione, senza poter nominare avvocati di fiducia. Molte vittime vivono nel costante timore di essere nuovamente arrestate e non ricevono riparazioni per le torture o i trattamenti inumani subiti durante la detenzione. Questa situazione evidenzia come il sistema giudiziario venezuelano venga utilizzato come strumento di controllo sociale e punizione perpetua, limitando di fatto l'esercizio dei diritti umani fondamentali.
La presidente ad interim Delcy Rodríguez e suo fratello Jorge hanno avviato una profonda riforma dell'ordinamento giuridico venezuelano per superare l'isolamento internazionale e gli errori del periodo di Maduro. La scarcerazione di oltre 110 detenuti, inclusi gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò, segna un cambio di passo nei rapporti diplomatici con l'Occidente e il ripristino dell'ambasciatore italiano a Caracas. Nonostante le resistenze dei vertici militari timorosi della Corte penale internazionale, il governo propone una "Perestrojka" basata sulla revisione dei codici civile e penale per modernizzare lo Stato. Questa strategia evidenzia il tentativo del chavismo di sopravvivere attraverso riforme strutturali, pur evitando nuove consultazioni elettorali. Tale processo mette alla prova la tenuta degli equilibri di potere interni e la reale volontà di riconciliazione del Paese.
L'articolo riporta la delicata situazione di Alberto Trentini, cooperante veneziano detenuto nel carcere El Rodeo I in Venezuela dal 2024, in seguito al recente blitz americano che ha portato all'arresto di Nicolás Maduro. La famiglia e le istituzioni italiane, tra cui il ministro Tajani e il governatore Stefani, seguono con apprensione l'evolversi della crisi per garantire l'incolumità di Trentini e di altri prigionieri politici. Nonostante il clima di incertezza internazionale, si spera che il crollo del regime possa finalmente portare alla liberazione del volontario dopo oltre 400 giorni di prigionia. Questa vicenda sottolinea l'importanza di una diplomazia attiva e costante per la tutela dei cittadini italiani coinvolti in crisi geopolitiche.