Il sequestro probatorio del cellulare eseguito dalla polizia è legittimo se indica finalità

Riassunto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1648/2026, ha confermato la legittimità del sequestro probatorio di un cellulare in casi di spaccio, a patto che il Pubblico Ministero specifichi le finalità investigative, come la ricerca di fornitori o clienti. Il Tribunale del riesame può integrare la motivazione del sequestro solo se una finalità di base è già espressa, mentre non ha poteri integrativi in caso di totale assenza di motivazione. La sentenza chiarisce che il sequestro non è considerato 'esplorativo' anche in assenza di criteri di ricerca troppo specifici al momento del fermo, né è necessario l'intervento immediato di un tecnico informatico. Inoltre, la visione dei messaggi tramite password fornita dall'indagato non costituisce un'acquisizione illegittima di dati se non avviene una selezione formale degli stessi. Questa decisione stabilisce un equilibrio cruciale tra l'efficacia delle indagini penali e la protezione dei dati contenuti nei dispositivi digitali.

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