L’autore analizza l’inedita crisi globale scaturita dall’intreccio tra il declino delle democrazie e il crollo dell’ordine internazionale stabilito dopo la Seconda guerra mondiale. Grandi potenze come Stati Uniti, Russia e Israele vengono citate per aver intrapreso azioni che ignorano i trattati internazionali, mescolando operazioni di polizia e conflitti bellici per scopi territoriali. Parallelamente, anche democrazie storiche come quella americana mostrano una preoccupante deriva autoritaria, con un indebolimento dei sistemi di controllo a favore di un potere esecutivo sempre più arbitrario. Questa regressione verso una divisione del mondo in imperi governati dalla forza mette in luce la fragilità delle attuali istituzioni globali. Tale scenario evidenzia l'urgente necessità di ripensare i meccanismi di tutela del diritto internazionale e della tenuta democratica interna.
Walter Veltroni analizza il declino dell'ordine internazionale multilaterale, evidenziando come il ritorno alla politica di potenza metta in pericolo le istituzioni democratiche globali. L'autore sostiene che l'abbandono delle regole condivise a favore della forza militare legittimi le mire espansionistiche di diverse potenze, erodendo le libertà individuali. La democrazia è descritta come sotto assedio da parte di nuove ideologie radicali che sfruttano la tecnologia per trasformare la società in una struttura autoritaria. Veltroni conclude invitando l'Europa a non restare inerme e a difendere i valori del dialogo e del pluralismo. Questa analisi evidenzia la fragilità degli equilibri mondiali contemporanei e la necessità di una difesa attiva della democrazia.
L'articolo analizza l'attuale crisi dell'ordine mondiale, descrivendo un'epoca dominata da leader nazionalisti e 'cesaristi' che mettono in discussione le istituzioni multilaterali e il diritto internazionale. L'autrice evidenzia il pericoloso legame storico tra i conflitti bellici e l'inflazione, ricordando come l'instabilità economica possa favorire l'ascesa di regimi autoritari. Inoltre, vengono esaminati i rischi legati alle politiche daziarie e alla possibile esplosione della bolla speculativa dell'intelligenza artificiale, che minacciano la tenuta delle democrazie liberali. Questa analisi sottolinea l'urgente necessità di monitorare i nessi tra economia e potere politico per evitare che la legge del più forte prevalga definitivamente sul diritto globale.
L'articolo analizza l'arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro, orchestrato dagli Stati Uniti sotto la guida di Donald Trump per riaffermare la dominanza americana e il controllo sulle risorse petrolifere. L'autore evidenzia come questa azione segni il tramonto del diritto internazionale e delle democrazie liberali, inaugurando una nuova era basata esclusivamente sulla forza bruta. Vengono tracciati parallelismi tra la strategia di Trump e quelle di altri leader autoritari come Putin e Xi Jinping, sottolineando un pericoloso ritorno a logiche imperialiste. Questa situazione evidenzia una crisi profonda dell'ordine mondiale e della stabilità democratica globale.