Perché voterò no alla riforma della Giustizia, anche se sono favorevole alla separazione delle carriere

Riassunto

L’articolo analizza l’imminente referendum costituzionale previsto per la primavera del 2026, riguardante la riforma dell’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione della Corte disciplinare. Poiché la legge è stata approvata a maggioranza assoluta ma non dei due terzi, il voto popolare sarà decisivo e, a differenza dei referendum abrogativi, non richiederà un quorum minimo di partecipazione. Mentre il centro-destra promuove la conferma della riforma, il centro-sinistra appare orientato verso il 'No', nonostante alcune defezioni interne. Questo appuntamento elettorale rappresenta un momento di fondamentale importanza per l'equilibrio tra i poteri dello Stato e il futuro della magistratura italiana.

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