Milano. Il direttore di Bollate: “Un’occupazione oltre le sbarre? Per molti è già un’abitudine”
Roberta Rampini
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Il Giorno
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Riassunto
Giorgio Leggieri, direttore del carcere di Bollate, ha incontrato dieci aziende di Confimprese per promuovere il lavoro detentivo come opportunità di riscatto e vantaggio per il sistema economico, puntando in particolare sul settore del retail. I dati dell'istituto confermano che l'occupazione riduce drasticamente la recidiva, che a Bollate scende al 17% rispetto al 70% della media nazionale, arrivando sotto il 5% per chi lavora all'esterno. Oltre alle attività produttive e alle collaborazioni con grandi brand, il carcere offre percorsi formativi che spaziano dall'alfabetizzazione fino agli studi universitari. Questo modello dimostra come l'integrazione tra lavoro e istruzione sia fondamentale per un efficace reinserimento sociale dei detenuti.
Samuele Ciambriello e Coordinamento della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali
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garantedetenutilazio.it
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Il Portavoce Samuele Ciambriello e i Garanti territoriali hanno presentato il documento 'Non nuove carceri ma carceri nuove' per sollecitare riforme urgenti contro il sovraffollamento penitenziario. Le proposte includono l'incremento della liberazione anticipata da 45 a 70 giorni a semestre e un maggiore ricorso alle misure alternative per chi deve scontare pene inferiori ai due anni. L'obiettivo è trasformare il sistema carcerario puntando sulla dignità umana e sulla funzione rieducativa della pena, come previsto dalla Costituzione. Questa iniziativa sottolinea l'urgenza di intervenire per contrastare l'allarmante aumento dei suicidi e il degrado delle condizioni di vita negli istituti italiani.
Il rapporto di 'Ristretti Orizzonti' fotografa una situazione drammatica per le carceri bresciane, con Canton Mombello che raggiunge un tasso di sovraffollamento del 212%, tra i più alti d'Italia. Anche l'istituto di Verziano supera ampiamente la media nazionale, gravando pesantemente sia sulla qualità della vita dei detenuti che sul lavoro della Polizia penitenziaria. Nonostante l'impegno in attività formative e ricreative, la carenza di spazi e servizi adeguati continua ad alimentare condizioni di vita degradanti negli istituti di pena. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali immediati per contrastare il sovraffollamento cronico e tutelare i diritti fondamentali dei detenuti.
L'articolo affronta la grave crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento, violenza e un preoccupante aumento dei suicidi tra detenuti e agenti. Attraverso il libro 'Solidali tra le sbarre' di Giovanna Baldini, viene analizzata l'esperienza di volontariato presso il carcere Don Bosco di Pisa, mettendo in luce le difficoltà di un reale recupero sociale. L'opera denuncia l'isolamento morale e il disinteresse collettivo che spesso vanificano le potenzialità di emancipazione dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgente necessità di riforme che restituiscano dignità e speranza alla popolazione carceraria.