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15 January 2026

Tra scudi normativi e freddo nelle celle: la giustizia al bivio tra deterrenza e diritti

Dal confronto referendario al nuovo Pacchetto Sicurezza, mentre il lavoro e l’arte tentano di ricucire le ferite di un sistema in emergenza materiale e umana.

Benvenuti a un nuovo appuntamento con BehindBars. Nelle ultime settimane, il dibattito sulla giustizia italiana sembra essersi cristallizzato in un confronto serrato tra la linea della deterrenza e la tenuta delle garanzie dello Stato di diritto. L’attenzione resta alta sul nuovo 'Pacchetto Sicurezza', che introduce misure come lo 'scudo penale' per le forze dell'ordine e le norme 'anti-maranza', sollevando riflessioni profonde sulla natura della risposta penale contemporanea. Parallelamente, l'ufficializzazione del referendum sulla separazione delle carriere per il 22 e 23 marzo ha acuito la dialettica tra il Ministro Nordio e l’ANM, sospesa tra denunce di 'giustizia domestica' e timori per l'indipendenza delle toghe. Mentre nei palazzi si discute di riforme costituzionali, la realtà degli istituti resta drammatica: a Sollicciano e Rebibbia si combatte l'emergenza gelo in celle fatiscenti, mentre il sovrappollamento nazionale tocca la soglia critica del 138%. Le tragedie di Avellino e Asti ricordano quanto il sistema fatichi ancora a tutelare i più fragili. Eppure, segnali di resilienza arrivano da Porto Azzurro e Verona, dove il lavoro si conferma l'unica chiave reale per abbattere la recidiva e restituire dignità alla pena. Vi invitiamo a seguire con noi gli sviluppi del Consiglio dei ministri del 5 febbraio e ad approfondire i dettagli di questa rassegna nella seconda parte della newsletter.

Rassegna Stampa

Verso il Referendum sulla Giustizia

Il Governo ha rotto gli indugi fissando per il 22 e 23 marzo il voto sulla separazione delle carriere. Enza Miriami su Il Messaggero chiarisce che si tratterà di un referendum confermativo senza quorum, che introdurrà due distinti CSM e l'Alta Corte disciplinare. La reazione del fronte del No è stata immediata: Arturo Celletti su Avvenire riporta le parole di Maurizio Landini (Cgil) e Elly Schlein (Pd), che accusano l'esecutivo di voler colpire l'autonomia della magistratura per sfuggire ai controlli di legalità. Tuttavia, l'area progressista non appare compatta: Lisa Di Giuseppe su Il Domani intervista Stefano Ceccanti, il quale sostiene che molti elettori dem voteranno Sì per completare il disegno del socialista Vassalli e garantire un giudice davvero terzo. Nel frattempo, Giovanni Verde su La Repubblica mette in guardia contro l'uso di slogan semplificatori, definendo opinabile l'idea che la riforma possa davvero migliorare l'efficienza del sistema per i cittadini.

Referendum giustizia, Meloni conferma la data: 22 e 23 marzo

Enza Miriami · Il Messaggero · 10 Jan

Referendum sulla giustizia, ecco la risposta a Meloni del Comitato del No

Arturo Celletti · Avvenire · 11 Jan

Ceccanti: ‐I Sì al referendum arriveranno anche da chi sta con Schlein‐

La giustizia raccontata per slogan

Sconosciuto · Ristretti Orizzonti · 11 Jan

Sicurezza e Nuove Norme Repressive

L'agenda del Governo si sposta decisamente verso una nuova stretta securitaria. Simone Canettieri sul Corriere della Sera illustra il pacchetto di norme ‐anti maranza‐ che introduce sanzioni pecuniarie per i genitori e restrizioni amministrative sui minori per il possesso di armi da taglio. Parallelamente, desta forte preoccupazione l'introduzione dello spray al peperoncino per la Polizia penitenziaria. Luigi Manconi e Federica Delogu su La Repubblica denunciano come questa scelta trasformi il carcere in un luogo di conflitto permanente, sottolineando i rischi per la salute in ambienti chiusi e sovraffollati. Nello Trocchia su Il Domani analizza invece la retorica della premier Meloni, che durante la conferenza stampa annuale ha additato i magistrati come responsabili del fallimento delle politiche di sicurezza, omettendo però di citare il ruolo fondamentale delle toghe proprio nel contrasto ai patrimoni mafiosi.

Pacchetto sicurezza, dai rimpatri alle norme ‐anti maranza‐

Lo spray al peperoncino nelle carceri italiane

Luigi Manconi e Federica Delogu · La Repubblica · 11 Jan

Lotta alla mafia e sicurezza, promesse e omissioni di Meloni

Nello Trocchia · Il Domani · 10 Jan

Emergenza Carceri e Fallimento del Sistema

Il 2026 si apre con un bilancio tragico: 63.499 detenuti per soli 46.081 posti reali disponibili. Fulvio Fulvi su Avvenire documenta come il sovraffollamento stia toccando punte del 256% a Lucca e oltre il 200% a San Vittore e Foggia. In Sardegna, Luigi Alfonso su Vita.it riporta il grido d'allarme della garante Irene Testa, che descrive la situazione come un disastro non più sostenibile dopo le recenti rivolte a Oristano. Un caso emblematico del fallimento sistemico è la morte per suicidio del dj Christian Guercio ad Asti: Lorenzo Germano su La Repubblica evidenzia l'opacità di una vicenda in cui un uomo con fragilità psichiche è finito in isolamento invece che in cura. Infine, Jacopo Storni sul Corriere Fiorentino documenta l'inverno gelido a Sollicciano, con celle a due gradi che rendono la detenzione un trattamento degradante privo di ogni funzione rieducativa.

Nelle carceri italiane ci sono 63mila detenuti (ma i posti sono 46mila)

Fulvio Fulvi · Avvenire · 09 Jan

Sardegna: Carceri, la Garante: ‐È un disastro, la situazione non è più sostenibile‐

Asti. ‐Vicenda terribile e opaca‐, i dubbi di Ilaria Cucchi sul dj suicida in carcere

Firenze. ‐Il tavolo, buone intenzioni. Invece dovrebbero firmare un’ordinanza di sgombero‐

Luci di Speranza e Riscatto

Nonostante la crisi, alcune iniziative provano a restituire umanità ai luoghi di pena. Giulio Isola su Avvenire celebra la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela dopo 423 giorni di prigionia, definendola un successo della diplomazia italiana. Sul fronte del trattamento interno, Lucia Bellaspiga su Avvenire racconta il momento catartico del concerto diretto dal maestro Riccardo Muti nel carcere di Opera. Gli strumenti suonati, realizzati dai detenuti con il legno dei barconi dei migranti, hanno trasformato memorie di morte in vibrazioni di vita. Infine, Giuliano Delli Paoli sul Corriere del Mezzogiorno presenta il riscatto dei gemelli 2Shot ad Airola: attraverso il laboratorio rap di Lucariello, la musica è diventata lo strumento per canalizzare la rabbia e sognare un futuro oltre il 'buco nero' della detenzione.

Venezuela. Alberto Trentini è libero. Con lui scarcerato anche l’imprenditore Mario Burlò

Sconosciuto · Ristretti Orizzonti · 12 Jan

Milano. Le note del Mare a Opera, la musica che cambia le vite

Lucia Bellaspiga · Avvenire · 13 Jan

Airola (Bn). I gemelli salernitani ‐2Shot‐, detenuti all’Ipm, cantano con il rapper Lucariello

La settimana che si chiude ci restituisce un'immagine nitida delle contraddizioni del nostro sistema: da un lato la ricerca di nuovi scudi normativi, dall'altro il richiamo della CEDU per il caso Magherini, che esorta lo Stato alle proprie responsabilità formative. Se la politica sembra faticare nel trovare soluzioni deflattive concrete, preferendo la via della deterrenza, è nel lavoro di realtà come 'Seconda Chance' o nei laboratori d'arte di Santa Maria Capua Vetere che risiede il futuro autentico della rieducazione. Resta tuttavia l'urgenza di affrontare i nodi della sanità penitenziaria e dell'emergenza gelo, per non rendere vane le garanzie dell'articolo 27 della Costituzione. Vi segnaliamo i prossimi sviluppi legali al TAR Lazio e l'assemblea nazionale per la riforma del carcere del 6 febbraio a Roma Tre. Non dimentichiamo, infine, che il 25 gennaio ricorrerà il decennale della scomparsa di Giulio Regeni, un monito che interroga la nostra capacità di chiedere giustizia oltre ogni convenienza diplomatica. Un cordiale saluto dalla redazione di BehindBars, vi aspettiamo per la prossima edizione.
← 07/01/2026 22/01/2026 →

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