Tra scudi normativi e freddo nelle celle: la giustizia al bivio tra deterrenza e diritti
Rassegna Stampa
Verso il Referendum sulla Giustizia
Il Governo ha rotto gli indugi fissando per il 22 e 23 marzo il voto sulla separazione delle carriere. Enza Miriami su Il Messaggero chiarisce che si tratterà di un referendum confermativo senza quorum, che introdurrà due distinti CSM e l'Alta Corte disciplinare. La reazione del fronte del No è stata immediata: Arturo Celletti su Avvenire riporta le parole di Maurizio Landini (Cgil) e Elly Schlein (Pd), che accusano l'esecutivo di voler colpire l'autonomia della magistratura per sfuggire ai controlli di legalità. Tuttavia, l'area progressista non appare compatta: Lisa Di Giuseppe su Il Domani intervista Stefano Ceccanti, il quale sostiene che molti elettori dem voteranno Sì per completare il disegno del socialista Vassalli e garantire un giudice davvero terzo. Nel frattempo, Giovanni Verde su La Repubblica mette in guardia contro l'uso di slogan semplificatori, definendo opinabile l'idea che la riforma possa davvero migliorare l'efficienza del sistema per i cittadini.
Sicurezza e Nuove Norme Repressive
L'agenda del Governo si sposta decisamente verso una nuova stretta securitaria. Simone Canettieri sul Corriere della Sera illustra il pacchetto di norme ‐anti maranza‐ che introduce sanzioni pecuniarie per i genitori e restrizioni amministrative sui minori per il possesso di armi da taglio. Parallelamente, desta forte preoccupazione l'introduzione dello spray al peperoncino per la Polizia penitenziaria. Luigi Manconi e Federica Delogu su La Repubblica denunciano come questa scelta trasformi il carcere in un luogo di conflitto permanente, sottolineando i rischi per la salute in ambienti chiusi e sovraffollati. Nello Trocchia su Il Domani analizza invece la retorica della premier Meloni, che durante la conferenza stampa annuale ha additato i magistrati come responsabili del fallimento delle politiche di sicurezza, omettendo però di citare il ruolo fondamentale delle toghe proprio nel contrasto ai patrimoni mafiosi.
Emergenza Carceri e Fallimento del Sistema
Il 2026 si apre con un bilancio tragico: 63.499 detenuti per soli 46.081 posti reali disponibili. Fulvio Fulvi su Avvenire documenta come il sovraffollamento stia toccando punte del 256% a Lucca e oltre il 200% a San Vittore e Foggia. In Sardegna, Luigi Alfonso su Vita.it riporta il grido d'allarme della garante Irene Testa, che descrive la situazione come un disastro non più sostenibile dopo le recenti rivolte a Oristano. Un caso emblematico del fallimento sistemico è la morte per suicidio del dj Christian Guercio ad Asti: Lorenzo Germano su La Repubblica evidenzia l'opacità di una vicenda in cui un uomo con fragilità psichiche è finito in isolamento invece che in cura. Infine, Jacopo Storni sul Corriere Fiorentino documenta l'inverno gelido a Sollicciano, con celle a due gradi che rendono la detenzione un trattamento degradante privo di ogni funzione rieducativa.
Luci di Speranza e Riscatto
Nonostante la crisi, alcune iniziative provano a restituire umanità ai luoghi di pena. Giulio Isola su Avvenire celebra la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela dopo 423 giorni di prigionia, definendola un successo della diplomazia italiana. Sul fronte del trattamento interno, Lucia Bellaspiga su Avvenire racconta il momento catartico del concerto diretto dal maestro Riccardo Muti nel carcere di Opera. Gli strumenti suonati, realizzati dai detenuti con il legno dei barconi dei migranti, hanno trasformato memorie di morte in vibrazioni di vita. Infine, Giuliano Delli Paoli sul Corriere del Mezzogiorno presenta il riscatto dei gemelli 2Shot ad Airola: attraverso il laboratorio rap di Lucariello, la musica è diventata lo strumento per canalizzare la rabbia e sognare un futuro oltre il 'buco nero' della detenzione.