Il Bollettino

La fabbrica del degrado: il collasso delle carceri oltre la soglia dei 65mila

Mentre il sovraffollamento supera il 140%, il sistema penitenziario sperimenta una drammatica deriva umanitaria tra morti evitate e allarmi costituzionali

Il termometro delle carceri italiane ha superato ogni livello di guardia, sia dal punto di vista climatico che costituzionale. Con oltre 65.000 detenuti ammassati in poco più di 46.000 posti reali, il tasso di sovraffollamento sfiora ormai il 141%. Come denunciano Franco Insardà su Il Dubbio ed Eleonora Martini su Il Manifesto, ci troviamo di fronte a un’emergenza democratica strutturale, in cui la politica risponde con la propaganda o, nel migliore dei casi, con l'inerzia.

Questo collasso sistemico si traduce in tragedie quotidiane. A Cremona si è spento dopo giorni di agonia Salaheddine Nekhli, ustionato gravemente nell'incendio della sua cella. Un dramma, documentato da Marco Pessina sul Corriere della Sera, che accende i riflettori su una struttura in estrema sofferenza: la Casa Circondariale di Cremona è infatti oggetto di un'allerta statistica critica, avendo registrato un picco anomalo di ben tre incidenti gravi nell'ultimo mese. Non meno drammatica è la situazione sul fronte della salute mentale: a Barcellona Pozzo di Gotto, il suicidio di un giovane di 33 anni con gravi patologie psichiatriche viene definito dal suo legale su 98zero.com come "una tragedia annunciata" ed evitabile.

Mentre Fabio Cavallari su glistatigenerali.com ci ricorda come l'esecuzione penale stia degradando a mera lotta per la sopravvivenza, ignorando l'articolo 27 della Costituzione, l'Ufficio di Sorveglianza di Padova (Il Gazzettino) ha sollevato una storica questione di legittimità costituzionale. Al centro del ricorso vi è la protesta di un detenuto punito per essersi opposto al dimezzamento del proprio spazio vitale sotto la soglia minima dei tre metri quadri.

La deriva securitaria investe anche i più fragili. La nascita della piccola Giulietta, destinata a varcare le soglie dell'ICAM di Lauro con la madre, riaccende i riflettori sugli effetti del Decreto Sicurezza. Come sottolinea Ciro Pellegrino su fanpage.it, ricollegandosi a un trend legislativo già denunciato nel bollettino di fine giugno, aver reso facoltativo il rinvio della pena per le madri incinte o con neonati sta di fatto istituzionalizzando la detenzione dei minori.

Fuori dalle mura tradizionali, la disperazione esplode anche nei CPR, come dimostra la morte di un giovane tunisino a Palazzo San Gervasio (ufficiostampabasilicata.it), mentre a livello europeo si stringono assi bipartisan per esternalizzare i rimpatri (Il Manifesto). Di fronte a questo scenario, l'azione di vigilanza di associazioni come Antigone e Nessuno Tocchi Caino rimane l'unico argine a una "fabbrica d'insicurezza" (Corriere della Sera) che rischia di travolgere definitivamente lo Stato di diritto.


Rassegna Stampa

Il collasso sistemico delle carceri italiane: numeri e fallimenti della politica

Il superamento della soglia drammatica dei 65mila detenuti rimette al centro del dibattito pubblico l'inconsistenza delle risposte istituzionali di fronte all'emergenza carceraria. Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera smaschera impietosamente i vuoti annunci ministeriali sui nuovi posti letto, definendo il sistema attuale una vera e propria "fabbrica d’insicurezza" che prepara i condannati a delinquere pi% pi% di prima. Un'analisi condivisa da Franco Insard su Il Dubbio, che sottolinea come il sovraffollamento oltre il 140% stia trascinando l'Italia verso le stesse condizioni degradanti che costarono la condanna Cedu del 2013. Sul Manifesto, Eleonora Martini d voce alla denuncia di Antigone contro un governo che "continua a dare i numeri", mentre Forza Italia avvia un'indagine conoscitiva alla Camera senza per" accennare a provvedimenti di clemenza. In questo caos normativo, Angela Pederiva sul Gazzettino descrive un caso emblematico sollevato dal Tribunale di Padova: la protesta di un detenuto contro l'aggiunta di una seconda branda in una cella piccolissima finir davanti alla Corte Costituzionale, aprendo un varco legale inedito contro il sovraffollamento coatto.

Carcere, fabbrica d’insicurezza

Oltre ogni limite: 65mila detenuti, sovraffollamento al 140%

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Tragedie umane dietro le sbarre: tra suicidi e vulnerabilit estreme

Dietro la freddezza delle statistiche estive si nascondono storie tragiche che testimoniano l'estrema vulnerabilit di chi " affidato alla custodia dello Stato. Il drammatico decesso a Cremona di Salaheddine Nekhli, morto dopo undici giorni di agonia per le ustioni riportate nella sua cella, viene ricostruito da Marco Pessina sul Corriere della Sera, evidenziando i forti dubbi della famiglia e un'indagine della Procura in un istituto gravemente sovraffollato. Altrettanto inquietante " la morte per suicidio a Barcellona Pozzo di Gotto descritta da Hermes Carbone su 98zero.com, dove il legale del giovane trentatreenne punta il dito contro le omissioni di un'amministrazione che ha ignorato i ripetuti allarmi della madre. Ma l'effetto delle recenti scelte legislative si abbatte anche sulle vite indifese dei pi% piccoli. Ciro Pellegrino su fanpage.it racconta infatti la drammatica storia di Giulietta, neonata destinata all'ICAM di Lauro con la madre a causa delle restrizioni del decreto sicurezza. Questa norma, come denuncia il garante regionale Samuele Ciambriello, ha drasticamente ridotto la possibilit di concedere differimenti alle giovani madri condannate.

Cremona. Morto il detenuto ustionato nell’incendio della cella, la Procura ha aperto un fascicolo

Barcellona Pozzo di Gotto (Me) Detenuto suicida in cella, l’avvocato: ’Una tragedia annunciata’

Lauro (Av). Storia di Giulietta, appena nata e destinata a vedere muri e sbarre

La gestione delle migrazioni e i CPR tra emergenza e scontro politico

La gestione dei migranti e la detenzione amministrativa si confermano nodi nevralgici dello scontro politico, sia a livello locale che europeo. La cronaca registra l'ennesima tragedia consumatasi nel Cpr lucano di Palazzo San Gervasio, dove un giovane detenuto tunisino ha perso la vita precipitando dal tetto della struttura. Come documentato da ufficiostampabasilicata.it, il dramma ha riacceso le proteste degli attivisti davanti ai cancelli e l'appello della Garante Carmen D'Anzi per il definitivo superamento di questi centri. Sul piano delle politiche internazionali, Andrea Colombo su Il Manifesto analizza lo scenario europeo evidenziando l'inedito accordo tra Giorgia Meloni e la premier danese Mette Fredriksen per l'esternalizzazione dei flussi. Questo asse bipartisan volto alla chiusura dei confini rischia per", avverte il giornalista, di esasperare i rapporti di vicinato tra gli Stati membri in una costante rincorsa a chi promette il pugno pi% duro.

Potenza. Morto un giovane detenuto tunisino nel Cpr, sarebbe caduto dal tetto

Migranti, l’asse che spacca l’Ue