Il Bollettino

Tra Diritto all’Affetto e Mura che si Alzano: Il Carcere al Bivio

Mentre la Cassazione tutela l'affettività, nuove circolari e decreti rischiano di isolare gli istituti

La giornata di oggi si apre con un segnale di civiltà giuridica che arriva dai palazzi romani. Damiano Aliprandi su Il Dubbio riporta una sentenza fondamentale della Corte di Cassazione: il diritto all’affettività in cella non può essere negato basandosi solo sul passato criminale. È una decisione che dà sostanza alla sentenza della Consulta del 2024, ribadendo che l'amore e la riservatezza sono diritti soggettivi pieni, non premi da concedere con il contagocce. Eppure, a questa spinta verso l’umanizzazione fa da contraltare una preoccupante tendenza alla chiusura.

Il contrasto è stridente se guardiamo a quanto denunciato dai garanti di Asti e Saluzzo, Domenico Massano e Paolo Allemano, e ripreso da Maria Brucale su Il Domani. Una serie di circolari del DAP sta infatti recidendo i legami tra i detenuti dell'Alta Sicurezza e la società civile, bloccando laboratori teatrali e percorsi universitari con esterni. Si tratta di una "segregazione assoluta" che, come sottolineano i garanti su lavocediasti.it, svuota di senso l'Articolo 27 della Costituzione. Mentre a Cremona, Prato e Monza fioriscono iniziative di inclusione come il festival “Secondo Atto” (fanpage.it), altrove il muro della sicurezza si alza fino a oscurare la funzione rieducativa.

Sul fronte legislativo, il clima resta incandescente. Al Senato, Valentina Stella (Il Dubbio) documenta lo scontro totale sul dl Sicurezza, definito da Franco Corleone su L’Espresso come una vera e propria "bulimia repressiva". Tra nuove sanzioni per le proteste e l'inasprimento delle pene per i minori, il governo sembra puntare tutto sul diritto penale simbolico. Una logica che il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, critica duramente sul Corriere della Sera, avvertendo che la sola repressione rischia di farci perdere un'intera generazione di giovani.

A questo quadro si aggiunge l'allarme organizzativo per la riforma del Gip collegiale. Giovanni Maria Jacobazzi (Il Dubbio) mette in luce il paradosso di una misura garantista che, senza nuovi organici, rischia di bloccare i tribunali ad agosto. Infine, non si può ignorare la dimensione internazionale: Gianfranco Schiavone su L’Unità lancia un grido d'allarme sulla nuova politica UE che apre alla deportazione dei minori non accompagnati, un arretramento sui diritti umani che si riflette nella gestione sempre più "opaca" dei CPR italiani, descritta da Marina Lomunno su La Voce e il Tempo. In conclusione, il sistema penitenziario italiano nel 2026 appare diviso: tra chi tenta di costruire ponti culturali e chi, per propaganda o timore, continua ad aggiungere catenacci.


Rassegna Stampa

Politiche di Sicurezza e Riforme

Il dibattito sulla giustizia in Italia vive una fase di scontro frontale. Valentina Stella su Il Dubbio descrive un clima infuocato al Senato sul nuovo dl Sicurezza, con l'opposizione che ricorre all'ostruzionismo contro quello che Franco Corleone, sulle pagine de L’Espresso, definisce un esempio di 'bulimia repressiva' del Governo, volta a criminalizzare il dissenso e a inasprire pene senza considerare i requisiti di urgenza. In questo scenario si inserisce la riforma del Gip collegiale: Giovanni Maria Jacobazzi su Il Dubbio evidenzia le forti perplessit delle toghe, che paventano un rischio di blocco totale per i tribunali medio-piccoli a causa della cronica carenza di organico necessaria per formare i nuovi collegi. Il quadro d'insieme restituisce l'immagine di un sistema penale teso tra ambizioni garantiste e prassi marcatamente securitarie.

Sicurezza, scintille al Senato: muro dell’opposizione

La bulimia repressiva del Governo

Gip collegiale, conto alla rovescia. Le toghe: tribunali a rischio blocco

Diritti e Trattamento Detentivo

Sul fronte dei diritti individuali emerge una significativa apertura della Cassazione: come riporta Damiano Aliprandi su Il Dubbio, la Corte ha stabilito che per negare i colloqui intimi non basta il 'curriculum criminale', dovendo prevalere la valutazione del comportamento attuale del detenuto. Di segno opposto per la tendenza amministrativa denunciata da Maria Brucale su Il Domani, che parla di una 'violenza silenziosa' messa in atto tramite circolari che isolano i detenuti in Alta Sicurezza, impedendo loro persino di esibirsi in spettacoli teatrali davanti a un pubblico. Questa chiusura confermata dalla protesta dei Garanti di Asti e Saluzzo, rilanciata da lavocediasti.it, contro lo stop alle attivit con esterni. Infine, la sentenza 31/2026 della Consulta, esaminata da ius.lefebvregiuffre.it, pur dichiarando inammissibili alcune questioni sull'isolamento disciplinare, ricorda che la tutela della salute del ristretto deve restare prioritaria.

Affettivit in cella, stop ai divieti basati solo sul passato

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Asti e Saluzzo. Stop alle attivit con gli esterni per i detenuti in A.S.: la dura replica dei Garanti

Isolamento disciplinare del detenuto: inammissibili le questioni di legittimit

Immigrazione e CPR

La gestione dei flussi migratori e della detenzione amministrativa continua a sollevare gravi preoccupazioni sul piano dei diritti umani. Gianfranco Schiavone su L’Unit analizza con estrema criticit il nuovo regolamento UE sui rimpatri, denunciando la possibilit di deportare minori non accompagnati verso paesi terzi in spregio ai principi giuridici internazionali. A livello locale, il monitoraggio sul CPR di Torino curato da Marina Lomunno per La Voce e il Tempo descrive strutture 'opache' e patogene, dove l'alto numero di episodi di autolesionismo testimonia un malessere strutturale insostenibile. Entrambi gli autori mettono in luce come la detenzione amministrativa stia diventando un 'non-luogo' privo di garanzie effettive, dove il tempo della reclusione risulta vuoto di qualsiasi finalit che non sia il puro allontanamento fisico.

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Prevenzione e Inclusione

Contrastare la devianza, specialmente quella minorile, richiede un impegno che superi la sola risposta penale. Il Procuratore generale di Napoli Aldo Policastro, intervistato da Ida Palisi sul Corriere della Sera, invoca un 'patto sociale' tra istituzioni per evitare di perdere un'intera generazione a causa della repressione cieca. Una risposta concreta a questa esigenza arriva da iniziative di inclusione come quella raccontata da Silvia Bini su La Nazione: nel carcere della Dogaia a Prato, i detenuti-studenti dell'istituto alberghiero hanno gestito una cena istituzionale, dimostrando come la formazione professionale possa restituire dignit e prospettive di vita. Questi percorsi, pur tra mille difficolt, restano il pilastro fondamentale per dare un senso costituzionale alla pena e favorire il reale reinserimento nella collettivit.

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