Il Bollettino

Mura sempre più alte: tra isolamento ideologico e ombre amministrative

Dalla Via Crucis negata a Marassi alle critiche di Liberties, il sistema scivola verso la chiusura

La giornata di oggi segna un punto di rottura simbolico che va ben oltre la cronaca locale. Come documentano Damiano Aliprandi su Il Dubbio ed Erica Manna su La Repubblica, per la prima volta in ventiquattro anni il carcere di Marassi ha sbarrato le porte alla tradizionale Via Crucis. Questo non è un semplice intoppo logistico, ma il sintomo plastico di una 'chiusura' più profonda, figlia della cosiddetta 'circolare Napolillo' che sta centralizzando a Roma ogni respiro culturale o religioso delle carceri, svuotando di senso l'autonomia dei direttori e il rapporto vitale con il territorio.

Questa tendenza all'isolamento si intreccia con le ombre che avvolgono i vertici del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP). Su Il Dubbio leggiamo della richiesta di un'informativa urgente per il Ministro Nordio riguardo alla cena tra i dirigenti Napolillo e Di Domenico con il sottosegretario Delmastro. È un paradosso amaro: mentre l'amministrazione si arrocca in una burocrazia asfittica che nega persino i riti religiosi, la trasparenza politica sembra vacillare proprio mentre il rapporto 2026 dell’organizzazione Liberties, citato da Caterina Soffici su La Stampa, inserisce l'Italia tra i Paesi che stanno attivamente indebolendo lo Stato di diritto.

Sul fronte dei diritti individuali, la situazione resta drammatica. Christian Donelli su parmatoday.it riporta il grido d'aiuto per Marco B., un detenuto quarantottenne gravemente malato la cui vita è appesa a un filo in una cella di Parma. È il volto umano di un sistema che fatica a garantire il diritto alla salute, lo stesso che, a Santa Maria Capua Vetere, vede le vittime della 'mattanza' del 2020 beffate dalla conferma delle assoluzioni degli agenti e condannate a pagare le spese legali, come denunciato dall'Associazione Antigone su L’Unità.

Nonostante il tentativo del DAP di correre ai ripari con nuove linee guida contro i suicidi (Marco Belli su gnewsonline.it), la realtà resta quella di un deserto di opportunità. Jacopo Storni sul Corriere Fiorentino ci ricorda che in Toscana solo l'8,6% dei detenuti lavora per aziende esterne. Senza lavoro e senza contatto con la società — come dimostra il caso Marassi — la funzione rieducativa della pena svanisce, lasciando spazio solo alla custodia punitiva. Resta l'eccellenza della Cooperativa Giotto di Padova, celebrata da Francesca Novelli su Il Gazzettino, a dimostrare che un'alternativa è possibile, ma appare sempre più come un'oasi isolata in un panorama di preoccupante regressione democratica.


Rassegna Stampa

Riforma della Giustizia e Terremoto Politico

La settimana è segnata dal terremoto post-referendario che scuote il governo Meloni. Marcello Sorgi su La Stampa legge il caso 'Sigonella 2' come una manovra di sovranità nazionale per distrarre l'opinione pubblica dalle difficoltà interne, mentre Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera documenta il 'repulisti' di figure chiave come Delmastro e Bartolozzi seguito alla vittoria del No. Massimo Donini su L'Unità avverte tuttavia che il voto non ha risolto il nodo tecnico del governo della magistratura, evidenziando il rischio che l'istituto referendario sia stato ridotto a mero strumento di lotta politica schmittiana, ignorando la necessaria distinzione tra diritto e politica.

La nuova strategia dopo il referendum

Il cambio di passo

Amici del No, diritto e politica non sono la stessa cosa

Diritti Umani e Chiusura degli Istituti

L'Italia finisce nella 'lista della vergogna' di Liberties per il declino dello Stato di diritto, un arretramento documentato da Caterina Soffici su La Stampa che cita attacchi sistematici alla magistratura e limitazioni ai media. Simbolo plastico di questa chiusura è il diniego della Via Crucis nel carcere di Marassi: Erica Manna su La Repubblica e Damiano Aliprandi su Il Dubbio denunciano un 'giro di vite' ideologico che spezza i legami tra carcere e città. In questo clima, l'Associazione Antigone su L'Unità stigmatizza l'assoluzione degli agenti per la 'mattanza' di Santa Maria Capua Vetere, definendo 'mortificante' la condanna delle vittime al pagamento delle spese processuali.

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Salute Mentale e Emergenza Suicidi

Mentre il DAP emana nuove linee guida contro suicidi e autolesionismo puntando su un approccio multidisciplinare, come riportato da Marco Belli su GNewsOnline, la realtà degli istituti resta drammatica. Ilaria Dioguardi su Vita.it analizza la sofferenza psichica profonda a Sollicciano, dove il sovraffollamento svuota il carcere della sua funzione riabilitativa. Emblematico del fallimento sistemico è il caso di Marco B. a Parma: Christian Donelli su ParmaToday riporta l'interrogazione di Stefania Ascari su un detenuto gravissimo, rimpallato tra istituti nonostante l'accertata incompatibilità con il regime carcerario e un quadro clinico a rischio letale.

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Minori e Disagio Sociale

La violenza giovanile emerge in casi inquietanti come la strage pianificata a Pescara. La psicologa Chiara Volpato su La Stampa sottolinea come l'identificazione con eroi negativi sia l'unico modo per ragazzi fragili di 'essere visti' in una società che li ignora. Parallelamente, Andrea Colamedici e Maura Gancitano su Vanity Fair criticano la risposta puramente repressiva dello Stato (decreto Caivano), osservando che l'aumento dei minori detenuti non riduce la violenza, mancando invece un investimento reale sull'ascolto e sulla presenza di adulti significativi nelle scuole e nei centri di aggregazione.

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