L'eclissi del trattamento: tra silenzi ministeriali e deriva repressiva
Mentre il Guardasigilli evita l’Aula, il sistema carcerario affonda tra suicidi e tagli alle attività
La giornata di oggi si apre con un bilancio che definire drammatico è un eufemismo: cinque suicidi dall'inizio dell'anno, uno a settimana. Eleonora Martini su Il Manifesto documenta non solo questa tragica contabilità, ma anche l'inquietante assenza del Ministro Nordio, letteralmente «scappato» dall'Aula per evitare di rispondere alle opposizioni. È un segnale politico pesantissimo, che riflette una disconnessione profonda tra i vertici di via Arenula e la realtà ribollente dei penitenziari.
Il caso di Padova è emblematico: al Due Palazzi, oltre ai due recenti suicidi, Rocco Currado su Il Mattino di Padova riporta il dato scioccante di 467 atti di autolesionismo nel solo 2025. In questo scenario di disperazione, colpisce la cecità burocratica: come denunciato da Fabrizio Benzoni (Agenparl.eu), una circolare del DAP sta sistematicamente bloccando le attività trattamentali e l’accesso delle istituzioni locali, come avvenuto a Modena e Brescia. Impedire il dialogo tra carcere e territorio significa recidere l’ultimo cordone ombelicale con la finalità rieducativa della pena.
Parallelamente, il sistema di vigilanza è al collasso. L'inchiesta di Luca Rondi per Altreconomia (citata da La Repubblica) svela un calo dell'organico della Polizia Penitenziaria accompagnato da un preoccupante mutamento nella formazione: meno psicologia e relazioni, più addestramento fisico. Si sta trasformando il corpo in una forza puramente repressiva, proprio mentre il governo cerca di approvare un pacchetto sicurezza dai contorni incerti. Come riportato da Simone Canettieri e Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, il provvedimento ha subìto slittamenti per i rilievi di costituzionalità del Quirinale, a dimostrazione di una tendenza legislativa che, secondo il procuratore Enrico Zucca su Il Manifesto, preferisce «pene iperboliche» alla risoluzione dei conflitti sociali.
In questo deserto di prospettive, spicca il grido di Franco Corleone su Il Manifesto, che propone un digiuno per la clemenza e l'amnistia come unico atto di «legalità costituzionale» rimasto. Senza un intervento strutturale sul sovraffollamento — 12.000 detenuti oltre la soglia — e sulla salute mentale (si veda il bando per psichiatri andato deserto a Perugia, riportato da Daniele Bovi su umbria24.it), il sistema non sta solo punendo: sta smettendo di essere civile. La nomina di Gilda Ripamonti come Garante a Como è una luce di speranza, ma le figure territoriali non possono colmare da sole il vuoto di un'intera politica nazionale.
Rassegna Stampa
Emergenza suicidi e fallimento della cura
La tragedia delle carceri italiane si manifesta con una violenza inaudita in questo inizio 2026. Eleonora Martini su Il Manifesto documenta una media di un suicidio a settimana, con il caso limite di Padova dove, come riportato da Rocco Currado sul Mattino di Padova, si contano anche 467 atti di autolesionismo in un anno. La cronaca di Emanuele Lentini su BrindisiReport illustra il volto umano di questo fallimento con la morte di Alberto Villani, deceduto a Bari dopo un gesto estremo. A questo quadro di disperazione si aggiunge il collasso dell'assistenza sanitaria: Daniele Bovi su Umbria24 rivela che a Perugia i bandi per psichiatri vanno deserti nonostante i fondi stanziati, lasciando i detenuti più fragili senza alcun supporto specialistico.
Politica e Sicurezza: lo scontro sulle riforme
Il "Pacchetto Sicurezza" del governo subisce rallentamenti dovuti ai rilievi del Quirinale e a tensioni interne alla maggioranza. Simone Canettieri e Monica Guerzoni sul Corriere della Sera spiegano come il "fermo preventivo" sia stato declassato ad "accompagnamento" per rispettare i dettami costituzionali, mentre Mauro Bazzucchi su Il Dubbio evidenzia lo slittamento tecnico del provvedimento. Parallelamente, Rita Rapisardi su Il Manifesto raccoglie il duro monito del procuratore Enrico Zucca, il quale avverte che l'uso di "pene iperboliche" e una polizia in assetto da combattimento rischiano di esacerbare i conflitti sociali invece di risolverli, trasformando gli agenti in bersagli.
Amministrazione e gestione carceraria
L'inchiesta di Luca Rondi su Altreconomia (ripresa da La Repubblica) scoperchia le criticit strutturali della Polizia Penitenziaria: carenza di organico, formazione ridotta a soli quattro mesi e uno sbilanciamento verso le tecniche di difesa a scapito di quelle relazionali. Mentre il personale allo stremo, il DAP accusato dalle opposizioni di bloccare le attivit trattamentali: Fabrizio Benzoni di Azione denuncia su Agenparl l'annullamento di consigli comunali in carcere. In questo clima di chiusura, Franco Corleone su Il Manifesto annuncia un digiuno di protesta per il 6 febbraio, richiamando le parole dell'arcivescovo Delpini contro il tradimento della Costituzione nelle celle.
Evoluzioni dei reati e giurisprudenza
Sul fronte legislativo e giudiziario si registrano novit di rilievo. Luciana Cimino su Il Manifesto analizza lo stallo del Ddl Stupri, impantanato nella discussione tra "consenso" e "dissenso", con il rischio di un arretramento normativo denunciato dai giuristi. Contemporaneamente, una sentenza della Cassazione analizzata da Maria Teresa Caputo su Altalex segna un punto di svolta nelle comunicazioni illecite: anche i familiari che ricevono telefonate dal detenuto tramite smartphone illegali possono essere perseguiti per concorso morale, poich la loro disponibilit all'ascolto incentiva la condotta criminosa dell'astretto.